sabato 16 settembre 2017

A PROPOSITO DELL'«AMERIKA SS-TRUMPIOTA»!!!

Gay Talese

«Scrittore e giornalista statunitense di origini italiane, Gay Talese è considerato con Tom Wolfe e Norman Mailer il padre del New Journalism americano. Giornalista del New York Times dal 1956 al 1965, ha collaborato anche con Times, Esquire, The New Yorker, Harper's Magazine ed altre testate americane. Il suo rivoluzionario articolo "Frank Sinatra Has a Cold", scritto nel 1966 e definito "la miglior storia mai pubblicata su Esquire", è inserito oggi nella straordinaria raccolta di ritratti di protagonisti della New York degli anni Sessanta, "Frank Sinatra ha il raffreddore. Ritratti e incontri", pubblicata in Italia da Rizzoli nel 2010. La stessa casa editrice ha tradotto "Honor Thy Father", 1971, ("Onora il padre", 2011), sorta di biografia di Joseph “Bananas” Bonanno, boss della mafia newyorkese, e "Thy Neighbor's Wife", 1980, ("La donna d’altri", 2012), sfrontata fotografia dell’erotismo d’oltreoceano negli anni Cinquanta.»

SULLA "TRAGEDIA PILOTATA" (CI SI PERDONI IL GIOCO DI PAROLE!) DELL'«11 SETTEMBRE 2001»!!!

OTTIMA "RIVISITAZIONE" DEL TRAGICO EVENTO, SPECIE LADDOVE EVIDENZIA «TALUNE GRAVI "RESPONSABILITÀ" DELLE TRE AGENZIE USA PER LA SICUREZZA (FBI, CIA, NSA)», TRA CUI IL MANCATO SCAMBIO DI INFORMAZIONI CRUCIALI (MA GUARDA UN PO'!) NONCHÉ IL TENTATIVO (A DIR POCO AZZARDATO!) DELLA CIA DI "RECLUTARE" UN PAIO DI PERICOLOSISSIMI TERRORISTI SAUDITI! PUNTUALE, ANCORCHÉ SINTETICA, L'ANALISI DI ALCUNE DELLE NON MENO TRAGICHE CONSEGUENZE: LO SCATENAMENTO DELLA «GUERRA INFINITA AL TERRORE» A COMINCIARE DAI FRONTI AFGHANO E IRACHENO (ANCHE SULLA BASE, COME NOTO, DEL «FALSO DOSSIER» CIRCA LE ARMI CHIMICHE IN POSSESSO DI SADDAM HUSSEIN!); I RELATIVI, «MOSTRUOSI COSTI UMANI E MATERIALI»; IL MISERO FALLIMENTO DELL'«ESPORTAZIONE DELLA DEMOCRAZIA "A MANO ARMATA"»; LA MICIDIALE «PROLIFERAZIONE SU SCALA GLOBALE DEL TERRORISMO FONDAMENTALISTA DI MATRICE (PSEUDO)ISLAMICA», IL QUALE COMPIRÀ UN VERO E PROPRIO SALTO DI QUALITÀ CON LA NASCITA DI «ISIS», UNA «ORGANIZZAZIONE MAFIOSA FATTASI "DIRETTAMENTE" STATO»!!!

A PROPOSITO DELLE PESSIME «POLITICHE DI AUSTERITÀ "IMPOSTE DALL'EUROPA"»!!!

«Sorpresa: i tagli agli enti locali hanno fatto crescere il debito.»  

https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/sorpresa-i-tagli-agli-enti-locali-hanno-fatto-crescere-il-debito/ 

PER QUANTO CI RIGUARDA, NON SI TRATTA AFFATTO DI UNA «SORPRESA»: L'OTTUSA QUANTO CRIMINALE «STRETTA SUGLI INVESTIMENTI» PERSEGUITA DALLE «OLIGARCHIE POLITICO-FINANZIARIE POSTE AI VERTICI DI "QUESTA EUROPA FORTEMENTE INIQUA», NON POTEVA CHE DISCENDERE LUNGO L'INTERA STRUTTURA SOCIO-ECONOMICA DEI PAESI EUROPEI, SINO APPUNTO A «DISSESTARE LE CASSE DEGLI ENTI LOCALI DI OGNI SINGOLA NAZIONE»!!!

«Sei anni dopo. Un report della Cassa Depositi e Prestiti analizza la stretta fiscale avviata dal 2011: ha schiantato gli investimenti e con essi la ripresa. "Quella che è davvero mancata all'Italia"»!!!
I NUMERI.
«27,7% il contributo degli enti locali al saldo consolidato del bilancio pubblico nel 2016: era il 7,7% Nel 2008...
5% il contributo della crescita nominale alla riduzione del debito/Pil nel 2007-2016. Con una crescita in linea con la media UE sarebbe sceso del 10%...
8,4 miliardi i tagli dei trasferimenti ai Comuni tra il 2011 e il 2015. A cui si sommano altri 3,5 miliardi di ulteriori vincoli finanziari.»
CONCLUSIONE.
«Attraverso una simulazione i ricercatori notano che, a parità di condizioni, se si fosse permesso agli Enti locali di impiegare i surplus di bilancio in nuovi investimenti, al 2016 il debito/Pil sarebbe sceso di 4 punti percentuali. Ed è lo scenario "più conservativo". Anche solo "neutralizzando la politica fiscale", il gap di crescita reale accumulato dal 2008 con Germania (- 14,3%) e Francia (- 11%) si sarebbe ridotto di un terzo. Pensate con misure espansive...».
ORA PENSATE AL «FAMIGERATO MANTRA RIPETUTO FINO ALL'OSSESSIONE DAI POLITICANTI E DAI LORO SERVI MEDIATICI: "LA COPERTA È CORTA"», E, SUBITO DOPO, PENSATE ALLA «CRONICA CARENZA DI RISORSE LOCALI INDISPENSABILI, AD ESEMPIO, PER "METTERE IN SICUREZZA" TERRITORI FORTEMENTE ANTROPIZZATI NONCHÉ FRAGILISSIMI SOTTO IL PROFILO IDROGEOLOGICO E SISMICO»; E CIÒ MENTRE LE OLIGARCHIE DELL'«EUROPA DELL'AUSTERITÀ» (UNANIMEMENTE VOLUTA E SOSTENUTA DA «POPOLARI E PSEUDO-SOCIALISTI»!), TUTTE TESE A «SALVARE I VERTICI DEI SISTEMI BANCARI», ASSISTONO CON VERGOGNOSA INDIFFERENZA DAI PROPRI LUSSUOSI ATTICI CON BELLA VISTA ALLE «IMMANI DEVASTAZIONI CON CONTORNO DI INNUMEREVOLI VITTIME UMANE»!!!

martedì 5 settembre 2017

QUANDO LA «PSEUDO-SINISTRA SCIMMIOTTA LA DESTRA»!!!

Ottimo, questo articolo di Emiliano Brancaccio (pubblicato ne "L'Espresso" del 6 agosto 2017, alle pp. 80-81), che vale qui la pena di riassumere e chiosare!
Titolo e sottotitolo: «Si chiama destra il morbo della sinistra. Entrata in crisi al guinzaglio dei liberisti rischia di scomparire in coda agli xenofobi.» PERFETTO!!!
Intro: «Il declino dei partiti del socialismo europeo è oggetto in questi mesi di nuove interpretazioni. Passata di moda l'idea blairiana dell'obsolescenza della socialdemocrazia e dell'esigenza di una "terza via", sembra oggi farsi strada una tesi più affine al senso comune: la sinistra è in crisi perché una volta al governo ha attuato politiche di destra. Con un certo zelo, potremmo aggiungere.» INECCEPIBILE!!!
Tesi 1) Politiche del mercato del lavoro: «Una parte cospicua delle riforme che hanno contribuito in Europa a diffondere il precariato è imputabile a governi di ispirazione socialista. In molti paesi, tra cui l'Italia e la Germania, il calo più significativo degli indici di protezione del lavoro calcolati dall'OCSE è avvenuto sotto maggioranze parlamentari di sinistra. Con quali risultati? La ricerca scientifica in materia ha chiarito che questo tipo di riforme non contribuisce ad accrescere l'occupazione. Con buona pace per i nostrani apologeti del Jobs Act, questa evidenza è ormai riconosciuta persino dalle istituzioni internazionali maggiormente favorevoli alle deregolamentazioni del lavoro. (...) le politiche di flessibilità dei contratti non hanno, in media, effetti statisticamente significativi sull'occupazione. Ricerche recenti del Fondo [Monetario Internazionale] e di altri, inoltre, indicano che minori protezioni del lavoro sono associate a un aumento degli indici di disuguaglianza tra i redditi. Dinanzi a simili evidenze, non si può dire che siano fioccati molti ripensamenti da parte dei leader socialisti che hanno promosso tali politiche. Quasi tutti, anzi, ancora oggi sostengono la validità delle loro scelte.» INOPPUGNABILE!!!
Tesi 2) Privatizzazioni: «Una parte rilevante delle vendite di Stato avvenute in Europa nell'ultimo quarto di secolo è stata realizzata da governi di sinistra, tra cui quelli italiani ancora una volta in prima linea. Gli esponenti di tali esecutivi hanno giustificato le dismissioni in base a un'idea di inefficienza dell'impresa pubblica molto diffusa nel dibattito politico, ma che nella letteratura specialistica non trova adeguati riscontri empirici. L'OCSE, un'istituzione tra le più avverse alla proprietà statale dei mezzi di produzione, ha pubblicato nel 2013 uno studio da cui si evince che le grandi imprese pubbliche presenti nella classifica di Forbes registrano un rapporto tra utili e ricavi significativamente superiore rispetto alle imprese private e un rapporto tra profitti e capitale pressoché uguale. Lungi dall'approfondire queste analisi e avviare una riflessione critica sulle passate privatizzazioni, i vertici dei partiti socialisti appaiono tuttora ancorati alle vecchie credenze e risultano spiazzati dall'onda di riacquisizioni statali che è seguita alla crisi del 2008.» IMPECCABILE!!!
Tesi 3) Politiche di liberalizzazione finanziaria e di apertura ai movimenti internazionali di capitali: «I partiti socialisti hanno sostenuto senza indugio tali misure. La favola della globalizzazione dei capitali quale fattore di stabilità, di pace e di emancipazione sociale è entrata a far parte dei punti programmatici fondamentali di tali forze politiche e ha soppiantato la vecchia e per certi versi opposta parola d'ordine dell'internazionalismo operaio. Dopo la grande recessione mondiale e la successiva crisi dell'eurozona, persino nei rapporti del Fondo Monetario Internazionale e delle altre istituzioni favorevoli alla liberalizzazione dei flussi finanziari sono state espresse grandi preoccupazioni circa gli effetti destabilizzanti della indiscriminata libertà di circolazione internazionale dei capitali. I leader socialisti tuttavia sono sembrati disorientati dal nuovo corso, per molti versi incapaci di adeguarsi al cambiamento interpretativo. Come novelli zelig, alla compulsiva ricerca di un'identità alla quale conformarsi, i partiti socialisti hanno insomma applicato le ricette tipiche della destra liberista senza badare ai loro effetti reali, e con una determinazione talvolta persino superiore a quella delle istituzioni che le avevano originariamente propugnate.» INOPPUGNABILE, MA CON UNA "FONDAMENTALE RISERVA" CHE ESPLICITEREMO IN CODA!!!
Conclusioni dell'articolo: «La tendenza a scimmiottare l'avversario politico tuttavia non si esaurisce nell'emulazione dei liberisti. C'è infatti una nuova tentazione che caratterizza la più recente propaganda della sinistra europea di governo e che a sprazzi sembra affiorare anche tra gli slogan delle forze emergenti guidate da Corbyn e da Melenchon, apertamente critiche verso le vecchie apologie del libero mercato. È la tentazione di emulare un'altra destra, quella xenofoba, proprio sul tema dell'immigrazione. Segnali di questa forma inedita di camaleontismo si rintracciano anche in Italia, dove sempre più frequentemente il Partito Democratico sbanda nella direzione delle più triviali rivendicazioni securitarie contro l'immigrazione (...) Se al guinzaglio della destra liberista la sinistra è entrata in crisi, in coda alla destra xenofoba la sinistra rischia di sparire dal quadro politico internazionale. La sinistra può prosperare solo se radicata nella critica scientifica del capitalismo, nell'internazionalismo del lavoro, in una rinnovata idea prometeica di modernità e di progresso sociale e civile.» SOTTOSCRIVIAMO IL "MONITO", MA ANCHE QUI CON UNA "FONDAMENTALE RISERVA"!!!
PRIMA, "FONDAMENTALE RISERVA".
NON È PROPRIO POSSIBILE PARLARE ANCORA DI "PARTITI SOCIALISTI", VISTO CHE ORMAI DA TEMPO «TUTTI I MAGGIORI PARTITI TRADIZIONALI», COMPRESI QUELLI «SEDICENTI DI SINISTRA» (EMBLEMATICO IL «PdR - PARTITO di RENZI»!)», SONO GUIDATI DA «OLIGARCHIE TRASFORMATESI IN COMITATI D'AFFARI SEMPRE PIÙ STACCATI DALLA LORO BASE» (IN ITALIA, CHIARAMENTE NEL SOLCO DEL «FAMIGERATO MODELLO BURLESKONIANO»)!!!
SECONDA, "FONDAMENTALE RISERVA".
SE CONCORDIAMO APPIENO CON L'IDEA CHE UNA «VERA SINISTRA» PUÒ PROSPERARE SOLO SE «RADICATA NELLA CRITICA SCIENTIFICA DEL CAPITALISMO E NELL'INTERNAZIONALISMO DEL LAVORO», UNA «RINNOVATA IDEA PROMETEICA DI MODERNITÀ» CI LASCIA INVECE ALQUANTO PERPLESSI. NON SOTTOVALUTIAMO CERTO L'IMPORTANZA DI MITI E SIMBOLI, MA PROPRIO PER QUESTO RITENIAMO SIA OGGI PARTICOLARMENTE IMPORTANTE MUOVERE "OLTRE IL PROMETEISMO". SI RILEGGA CON ATTENZIONE IL GRANDE «HANS JONAS», che prese le mosse proprio dal «Prometeo scatenato», per muovere verso «un'etica della responsabilita»: "L'annuncio dell'era tecnologica è antico e Jonas ne coglie l'archetipo nel corso dell'Antigone di Sofocle, in cui l'uomo viene presentato come capace di dominare ogni cosa, tranne la morte. Ma nello stesso momento in cui si dice che l'uomo, in virtù della facoltà «autoappresa» del discorso, del pensiero e del sentimento sociale, è riuscito a costruire una casa per la sua autentica umanità, si dice anche che la violazione della natura e la civilizzazione dell'uomo vanno di pari passo: «Questo omaggio angosciato al potere angosciante dell'uomo narra della sua irruzione violenta e violentatrice nell'ordine cosmico, della sua temeraria invasione nelle varie sfere della natura...». Con il passare del tempo e con la realizzazione del sogno baconiano-faustiano di un dominio illimitato dell'uomo sul mondo è cresciuta anche la vulnerabilità della Terra, sino a generare la possibilità di una catastrofe ecologica comportante l'estinzione totale della vita. Da ciò la necessità di mettere le briglie alla galoppante avanzata di quel «Prometeo scatenato» che è il mondo della tecnica, tramite un'etica non utopica della responsabilità in grado di far fronte alle gravose incombenze dell'età presente". Cfr. Hans Jonas, Il principio responsabilità. Un'etica per la civiltà tecnologica, trad. it., Einaudi, Torino 2009 (ed. orig. 1979!)
COLORO CHE, COME IL SOTTOSCRITTO, SI SONO FORMATI ALLA «GRANDE SCUOLA» (QUELLA DI «FRANCOFORTE»!) DI «ADORNO E HORKHEIMER», FACENDO TESORO FRA L'ALTRO DELLA LORO FONDAMENTALE «DIALETTICA DELL'ILLUMINISMO» (A PROPOSITO DEL «DOMINIO INCONTROLLATO SULLA NATURA ESTERNA E INTERNA AGLI ESSERI UMANI, CHE FINISCE PER ROVESCIARSI FATALMENTE IN AUTODISTRUZIONE»!), TROVANO TALI QUESTIONI NON SOLO ESTREMAMENTE FAMILIARI, MA DI UN'URGENZA OGGI NON PIÙ SOTTOVALUTABILE, NÉ, TANTOMENO, RINVIABILE!... DA QUI, INSOMMA, OCCORRE RIPARTIRE, «NELLA TEORIA QUANTO NELLA PRAXIS»!!!
 

giovedì 31 agosto 2017

CONTRO IL «FASCIORAZZISMO»!!!

IL FASCISMO, FONDAMENTALMENTE, NON È MAI STATO ALTRO CHE IL «RINGHIOSO CAGNACCIO DA GUARDIA DEL CAPITALISMO» (VEDI IL SEMPRE FONDAMENTALE SAGGIO DI Ernesto Rossi, "I Padroni del Vapore. La collaborazione Fascismo-Confindustria durante il ventennio", Kaos Edizioni)!... PERCIÒ, NON È ASSOLUTAMENTE POSSIBILE PARLARE DI FASCISMO SENZA PARLARE DI CAPITALISMO, E OGGI, NELLA FATTISPECIE, DI «CAPITALISMO NEOLIBERISTA»!!!

sabato 12 agosto 2017

ERIC J. HOBSBAWM, "IMPERIALISMI": UN SAGGIO DENSO, PIÙ CHE MAI ATTUALE!!!

ERIC J. HOBSBAWM, "IMPERIALISMI", trad. it., Milano, Rizzoli 2007
"In che modo l'odierno impero americano si distingue dagli imperi del passato, come per esempio quello britannico dell'Ottocento? E qual è la caratteristica essenziale del moderno imperialismo dell'unica superpotenza mondiale, alle origini dell'intervento americano in Afghanistan e in Iraq? Per Eric Hobsbawm è la volontà (o piuttosto la velleità) di esportare la democrazia occidentale senza tener conto delle realtà locali, e senza elaborare prima un'efficace strategia di costruzione di uno Stato dalle sue fondamenta. In queste lucide pagine, Hobsbawm manifesta tutta la sua preoccupazione per quello che gli appare un Nuovo Disordine Mondiale."

giovedì 10 agosto 2017

JOHN K. GALBRAITH, «L'ECONOMIA DELLA TRUFFA: STORIA DI UNA CRISI ANNUNCIATA»!

UN GRANDISSIMO TESTO, STRAORDINARIAMENTE APPASSIONANTE E «PROFETICO»!!!
"Crisi economica, scandali finanziari, multinazionali al collasso. Come siamo entrati nell'era dei grandi crack? Secondo Galbraith la radice di questi mali sarebbe da cercare nello strapotere ormai senza limiti delle grandi corporation e dei top manager che, andando ben al di là del terreno a loro proprio, sono in grado di forzare tanto le scelte quotidiane dei cittadini quanto le grandi decisioni politiche. Progressivamente si è affermato un sistema che distorce a suo piacimento la verità, che ha trasformato la speculazione in forma d'ingegno e l'economia del libero mercato nell'antidoto alle disgrazie del mondo. Con ironia e indignazione, Galbraith ci mostra come siano rovinosamente crollati i fondamenti dell'analisi economica che davamo per scontati, dalla sovranità del consumatore alla distinzione tra pubblico e privato, all'idea che il taglio delle tasse rilanci l'economia. E come passo dopo passo si sia affermata una perversa «economia della truffa»: oggi legalizzata e soprattutto socialmente accettata."




martedì 8 agosto 2017

CAPITALISMO - IMPERIALISMO - NEOCOLONIALISMO

UN «SALUTARE RIPASSO STORICO» PER «ITALIOTI IN MALAFEDE, IGNORANTI, IGNAVI O... TRISTI/DEPRESSI» (CIÒ CHE IMPLICA ANCHE GLI «EUFORICI/ESALTATI», COME NOTO «L'ALTRA FACCIA DEL DISAGIO PSICHICO»!!!

giovedì 3 agosto 2017

A PROPOSITO DELL'AUSPICABILE «SVOLTA DELL'OCSE», CHE PIÙ CHE "DI SINISTRA", SAREBBE "DI BUON SENSO»!!!

"Con lavoro, salute e istruzione per combattere i populismi". Così l'Ocse svolta a sinistra."
"Dice addio al neoliberismo l’organizzazione dei Paesi ricchi, da sempre considerata strumento delle élite. Si parla di povertà e migranti. Negli ultimi anni è cresciuto l’impegno contro la corruzione transnazionale: 302 sono le inchieste in corso in 28 Stati".
CI FA CERTO PIACERE CHE PERSINO L'«OCSE» ("l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo fra 35 Paesi che da soli controllano l’80 per cento del prodotto lordo mondiale, cioè del totale della ricchezza prodotta nell’intero pianeta") RICONOSCA FINALMENTE «L'ASSOLUTA INIQUITÀ E LE CATASTROFICHE CONSEGUENZE DI UN SISTEMA SOCIO-ECONOMICO RAPACE, ENERGIVORO E DISTRUTTIVO, QUAL È IL "CAPITALISMO NEOLIBERISTA"»! MEGLIO TARDI CHE MAI, POTREMMO DIRE, SEMPRE CHE SI TROVI DAVVERO IL CORAGGIO E LA VOLONTÀ DI MUOVERE RAPIDAMENTE OLTRE LE "PETIZIONI DI PRINCIPIO E GLI ANNUNCI"! NEL FRATTEMPO, PERÒ, TANTO NEGLI USA QUANTO IN EUROPA CONTINUIAMO AD ASSISTERE ALLA PEGGIORE, MISERA MESSA IN SCENA DEL PIÙ «GRETTO E SQUALLIDO INTERESSE NAZIONALISTICO», CONDITO, MANCO A DIRLO, DEL PIÙ «BIECO PROTEZIONISMO»! E SE DAL «ROZZO, INCOLTO E REAZIONARIO FACCENDIERE/PALAZZINARO D'OLTREOCEANO» POTEVAMO TRANQUILLAMENTE ASPETTARCELO, BEN ALTRE ASPETTATIVE AVEVA INVECE SUSCITATO L'AVVENTO DEL «CONVINTO EUROPEISTA MACRON», CHE IN CAMPAGNA ELETTORALE AVEVA FATTO GENUINAMENTE SPERARE IN UNA «RADICALE SVOLTA DELL'AGENDA FEDERATIVA EUROPEA VERSO "RINNOVATE FORME DI GIUSTIZIA SOCIALE, SOLIDARIETÀ, E COOPERAZIONE"»! I DOSSIER LIBIA, MIGRANTI, FINCANTIERI E TIM/VIVENDI, MASSICCI CONTENZIOSI FRANCIA-ITALIA, MOSTRANO INEQUIVOCABILMENTE QUANTO AMARAMENTE CHE L'«ENFANT PRODIGE DELL'ELISEO» PREFERISCE (ALMENO PER ORA!), AD UN «LUNGIMIRANTE RESPIRO DA STATISTA CONTINENTALE», ALL'ALTEZZA DI UNA «SANA MONDIALIZZAZIONE», IL «CORTO, MESCHINO RESPIRO DEL POLITICANTE PROVINCIALE», TRASTULLANDOSI CON L'ILLUSORIA «GRANDEUR TRANSALPINA», ANCORCHÉ ALIMENTATA DALL'OTTUSO ANELITO DI RIESUMARE IL CADAVERE PUTREFATTO DEL «PEGGIOR GAULLISMO»!!!

martedì 1 agosto 2017

CONTRO IL «FASCISMO INTERIORE», ANCHE QUELLO DEI «SEDICENTI ANTIFASCISTI»!!!

Tommaso Cerno, "Noi italiani nati con la camicia (nera)", "L'Espresso" del 16 luglio 2017, p. 9
«(...) gli italiani: il popolo nato con la camicia (nera) convinto di avere fatto i conti con la propria indole, prima ancora che con la storia, a suon di leggi e divieti. Voilà, tutti antifascisti mimetizzati nella democrazia, senza risolvere mai quel problemuccio: ci conosciamo, siamo piccoli capetti che danno ragione al capetto più in alto. A casa, in Parlamento, al bar, su Twitter. Ed è questa normalità, mescolata a nostalgia della nazione e maschilismo diffuso, l'arma segreta del fascismo, la sua intima natura. Si chiama conformismo, fino a quando di mezzo non ci sono guerra, galera o esilio. Ma è lo stesso vizio di obbedire che fa ripetere in televisione a tutti le cose che dice il capo. (...) La retorica antifascista che ci ha protetti finora, ci ha dato solo l'impressione dello scampato pericolo. Ha commemorato, non ha ricordato. Memoria significa fare i conti con il fascismo interiore. Noi non l'abbiamo fatto, né prima processando il regime, a differenza dei tedeschi, quando mezzo Paese transitava dalla dittatura alla Repubblica, né dopo. Gli unici conti sono stati fatti a piazzale Loreto, epilogo interiorizzato solo nella letteratura. (...) Abbiamo fatto una "defascistazia" lessicale. E come il politicamente corretto non cancella il razzismo, né ridà la vista a un cieco chiamandolo "non vedente", professare l'antifascismo per legge ci ha portati a una ipnosi, alla rimozione della pregiudiziale storica che credevamo eterna. Pregiudiziale che ormai cade dappertutto. (...) Scrisse Bauman: viviamo l'era del divorzio tra potere e politica. La democrazia non è più considerata "valore in sé" da milioni di persone, non perché manchino leggi antifasciste, ma perché i politici possono solo promettere, senza poi attuare tali promesse. E allora che senso ha criticare? Che senso ha votare?».

http://espresso.repubblica.it/opinioni/editoriale-cerno/2017/07/12/news/noi-italiani-nati-con-la-camicia-nera-1.305981?preview=true
PERFETTO, CARO TOMMASO! CONDIVIDIAMO OGNI PAROLA DELLA TUA LUCIDISSIMA E APPASSIONATA ANALISI SALVO (CI PERMETTERAI!) LA CHIUSA, VENATA DI UN PALESE "PESSIMISMO", CHE A NOSTRO AVVISO È SENZ'ALTRO COMPRENSIBILE, MA TUTT'ALTRO CHE ACCETTABILE, ALMENO PER «COLORO CHE NON SI RASSEGNANO E MAI SI RASSEGNERANNO ALL'ESISTENTE»! LE GENERALIZZAZIONI, COME SAI BENE, POSSONO CERTO AVERE SENSO IN CHIAVE "POLEMICO-RETORICA", MA IN QUANTO TALI SONO PORTATE INEVITABILMENTE A "FORZARE IL DATO DI REALTÀ"! MOLTI, FINANCO MOLTISSIMI ITALIANI (QUELLI CHE IN VERITÀ IO CHIAMO «ITALIOTI»: «ITALIANI IDIOTI», VISTO CHE «IN GENERE FINISCONO PER PAGARE A CARISSIMO PREZZO IL FARSI PIÙ O MENO VOLENTIERI GREGGE»!), SONO INDUBBIAMENTE QUALI TU LI DESCRIVI: NON AVENDO MAI FATTO I CONTI (FRA L'ALTRO!) COL «PROPRIO FASCISMO INTERIORE», ESSI FINISCONO REGOLARMENTE, ATTRAVERSO I «TIPICI PROCESSI PSICHICI INCONSCI DELLA PROIEZIONE E DELL'IDENTIFICAZIONE COL CAPOCCIA DI TURNO» (NON A CASO DA SEMPRE "POMPATO AD HOC" DA «MEDIA ASSERVITI»!), PREDA DELL'«AUTORITARISMO», INEQUIVOCABILE SINTOMO DEL QUALE È IL LORO FARSI PUNTUALMENTE «FORTI COI DEBOLI E DEBOLI COI FORTI»! MA PER FORTUNA MOLTI, SE NON MOLTISSIMI, SONO ANCHE GLI «ITALIANI A SCHIENA DRITTA», EMPATICI, SOLIDALI E COLTI, DOTATI DELLA PREZIOSISSIMA «MEMORIA LUNGA», LUCIDAMENTE CRITICI E RIBELLI, CONSCI DEL VALORE DI UNA «FORMAZIONE PERMANENTE», POLITICAMENTE AVVERTITI, E IN QUANTO TALI PRONTI SÌ A RICONOSCERE E LASCIARSI GUIDARE DA «AUTORITÀ COLTE, ILLUMINATE E LUNGIMIRANTI» (IN FILOSOFIA MORALE SI PARLEREBBE DI «MAESTRI»!), MA ALTRETTANTO PRONTI A COMBATTERE E RIGETTARE «OGNI FORMA DI AUTORITARISMO», FACILMENTE RICONOSCIBILE, AI LORO OCCHI, IN ALCUNI INCONFONDIBILI TRATTI, FRA I QUALI SPICCANO: «MOSTRUOSO NARCISISMO, TRACOTANZA, PALESE INCLINAZIONE ALLA MENZOGNA SERIALE E ALLA MANIPOLAZIONE DEGLI ALTRI, TENDENZA A "FIDELIZZARE SEGUACI" ATTRAVERSO CONCESSIONI ED ELARGIZIONI DALL'ALTO»!!! ECCOLO, INTANTO, UNO DEI «SENSI DELLA CRITICA ATTENTA E INCESSANTE», INDISPENSABILE PROPEDEUTICA (È QUANTO AUSPICHIAMO!), PRIMA ANCORA CHE AD UN «VOTO CONSAPEVOLE ED EFFICACE», AD UNA «APPASSIONATA E DIFFUSA PARTECIPAZIONE POLITICA DAL BASSO»!!!
E PER TENERE SEMPRE BEN PRESENTE LO STRETTISSIMO NESSO TRA «FASCISMO E CAPITALISMI»:
 

giovedì 27 luglio 2017

A PROPOSITO DELL'ATTUALE «CRISI IDRICA»!!!

QUESTO TESTO FONDAMENTALE, CHE RISALE AD OLTRE UN DECENNIO FA, È PURTROPPO DI FORTISSIMA ATTUALITÀ! FRA LE ALTRE COSE, ESSO CI MOSTRA INEQUIVOCABILMENTE COME SIA SEMPRE PIÙ "CRIMINALE" CONTINUARE AD IGNORARE, O ADDIRITTURA "NEGARE", «I DEVASTANTI EFFETTI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE» DOVUTI, VA ORMAI DETTO SENZA INFINGIMENTI, ALL'«IMPRONTA ECOLOGICA UMANA»: MASSICCIO E SCRITERIATO UTILIZZO DI COMBUSTIBILI FOSSILI, CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA, AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO INTENSIVI PROVOCANO INQUINAMENTO, SICCITÀ E DESERTIFICAZIONE DIFFUSI, NONCHÉ SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI, INNALZAMENTO DEI MARI E FENOMENI METEOROLOGICI SEMPRE PIÙ ESTREMI! I PRIMI RESPONSABILI DI QUESTO FOSCO (PER NON DIRE "APOCALITTICO"!) QUADRO SONO CERTAMENTE LE «CLASSI DIRIGENTI ECONOMICO-FINANZIARIE (AVIDE DI PROFITTO E POTERE!) E IL CETO POLITICO "DI SISTEMA" LORO COMPLICE», MA, VA SOTTOLINEATO CON FORZA, «PROFONDAMENTE CORRESPONSABILI SONO TUTTI COLORO CHE PER MALAFEDE, IGNORANZA O IGNAVIA ELEGGONO VOLENTIERI AI MASSIMI VERTICI ISTITUZIONALI «MILIARDARI PRIVI DI SCRUPOLI (VEDI, NEL "PATOLOGICO CASO ITALIOTA", IL «RITORNO DEL PUZZONE»!) O POLITICANTI LEGATI A DOPPIO FILO CON LOBBY DI OGNI TIPO»!!!

"Fiumi che s'insabbiano, mari e laghi interni che si asciugano sono fenomeni sempre più frequenti. I fiumi, scorrendo, si restringono e muoiono, invece di allargarsi e sfociare nei mari o negli oceani come facevano una volta. Nilo, Fiume Giallo, Indo, Colorado, Rio Grande, Gange: sono tutti nelle stesse condizioni. Che cosa sta succedendo? Il libro di Fred Pearce è la cronaca di un viaggio che ha toccato trenta nazioni del mondo per indagare i motivi della crisi idrica. E scoprire che India, Cina e Pakistan per irrigare le loro colture consumano da soli metà dell'acqua della terra. Che i pozzi si moltiplicano dappertutto. Che la Libia, con 3500 chilometri di tubi grossi come gallerie della metropolitana, sta risucchiando l'acqua della falda fossile sahariana, la più grande della terra. Mentre le zone paludose africane, asiatiche o sudamericane vengono bonificate e destinate all'agricoltura senza alcun criterio."

sabato 22 luglio 2017

SULL'«ETERNA BARBARIE DEL CAPITALISMO AGONIZZANTE»!!!

VA PUNTUALIZZATO, UNA VOLTA PER TUTTE, QUANTO SEGUE: POICHÉ QUELLA CHE DEFINIAMO «FORMAZIONE SOCIO-ECONOMICA CAPITALISTICA», FIN DAI TEMPI DELLA COSIDDETTA «ACCUMULAZIONE ORIGINARIA», HA MESSO IN CAMPO STORICAMENTE LA PIÙ SPIETATA E AVIDA «CONCORRENZA NELLA CORSA ALL'ACCAPARRAMENTO DELLE RISORSE», DEVASTANDO OTTUSAMENTE GLI «ECOSISTEMI ESTERNI E INTERNI AGLI ESSERI UMANI (FINENDO PERSINO PER "COLONIZZARNE L'IMMAGINARIO")», IL SUO "TROPPO SUCCESSO" COINCIDE FATALMENTE COL «MASSIMO DELL'ALIENAZIONE, DEL DEGRADO E DELLO SFRUTTAMENTO UNIVERSALI»!... LO SI VEDE BENISSIMO OGGI, QUANDO, AL CULMINE DELLA SUA ULTIMA FASE, QUELLA «NEOLIBERISTA» (OVVERO QUELLA DELL'ESPANSIONE INCONTROLLATA - "DEREGOLATA" - DELLA "FINANZIARIZZAZIONE DELL'ECONOMIA" A SCAPITO DELL'«ECONOMIA REALE»!), CI MOSTRA IL "MOSTRUOSO TRIONFO" DELLE PEGGIORI PULSIONI UMANE, PLASTICAMENTE RAPPRESENTATO DA «LIVELLI DI INGIUSTIZIA, INEGUAGLIANZA E DEGRADO MORALE FRA I MASSIMI DELLA STORIA (A TACER D'ALTRO, BASTI PENSARE AL FATTO CHE 8 SOLE PERSONE POSSEGGONO LE RICCHEZZE DELLA METÀ CIRCA DELLA POPOLAZIONE MONDIALE)»!!!


sabato 15 luglio 2017

L'INCOLMABILE DISTANZA FRA UN «GRANDE INTELLETTUALE PROGRESSISTA» E UN «POLITUCOLO REAZIONARIO»!!!

ALTRO CHE IL "LIBERCOLO" DEL «TRACOTANTE D'ARNO», VERA E PROPRIA «ARMICCHIA DI DISTRAZIONE DI MASSA»!... Come efficacemente titola l'«Huffington Post»: «"Avanti" a destra. L'insistente lancio dell'ultimo libro di Renzi oscura la novità della politica italiana: il coagularsi di un'agenda conservatrice»!!!

giovedì 6 luglio 2017

SULLA "STANGATA" CAUSATA DALL'«ABUSO DI DERIVATI» NEL NOSTRO PAESE!!!

A PROPOSITO DEI «VERGOGNOSI SALVATAGGI DI BANCHE SPECULATIVE», LE STESSE CHE NEL TEMPO «HANNO APPIOPPATO AI PROPRI CLIENTI, MA ANCHE A SVARIATI COMUNI E ALLO STATO STESSO», I FAMIGERATI «CONTRATTI DERIVATI», PREVEDENTI "OPZIONI CHE RENDEVANO A ALTO RISCHIO OPERAZIONI SEMPLICI"!... VEDI IL PUNTUALE ARTICOLO DI Luca Piana, "La stangata", pubbl.to ne "L'Espresso" del 2 luglio 2017, alle pp. 56-61. DA RILEVARE IL PERVERSO INTRECCIO FRA «POLITICA E BANCHE D'AFFARI», CHE QUI EVIDENZIAMO FACENDO NOMI E COGNOMI.
"Maria Cannata, al Tesoro dal dicembre 2000, ha firmato i contratti oggetto dell'indagine della Corte dei Conti a partire dal «Cross currency swap» del 2002 (GOVERNO BURLESKONI! NdR); Vincenzo La Via, al Tesoro dal 1994 al 2000 (GOVERNI "BIPARTIZAN"! NdR), in seguito si è trasferito in Banca Intesa, poi alla Banca Mondiale. È stato richiamato al Tesoro da Monti nel marzo 2012; Domenico Siniscalco, direttore generale del Tesoro dal 2001, dal luglio 2004 al settembre 2005 (GOVERNO BURLESKONI! NdR) ricopre l'incarico di ministro dell'Economia. Il 24 aprile 2006 Morgan Stanley lo nomina vice presidente; Vittorio Grilli, sostituisce Siniscalco alla direzione generale del Tesoro nel maggio 2005 (GOVERNO BURLESKONI! NdR), diventando vice ministro dell'Economia a fine 2011 nel governo Monti (GOVERNO BIPARTIZAN, come noto! NdR); infine ministro. Lasciata la politica dopo le elezioni del 2013, un anno più tardi assume l'incarico di presidente dell'area Corporate & Investment Bank di JP Morgan per l'Europa"!!!... NON CI STANCHEREMO MAI DI RIBADIRLO: VER-GO-GNA!!!

martedì 4 luglio 2017

UN SAGGIO DI STRAORDINARIA "ATTUALITÀ"!

«La soluzione dei problemi che investono il Mediterraneo e la trasformazione delle sue frontiere da barriere a cerniere è, e sempre più sarà, il problema dei prossimi anni. Oggi vengono infatti enfatizzate questioni che, pur gravi, rappresentano fatti non decisivi della vicenda politica mediterranea. La sfida di questo XXI secolo è quella di "conciliare il pieno riconoscimento delle diversità culturali con il puntiglioso rispetto della universalità dei valori". In questo libro l'autore affronta, con rigore scientifico e utilizzando la più aggiornata pubblicistica, le complesse questioni che emergono da una approfondita analisi dell'area mediterranea, area che, in forza della riconfigurazione dei rapporti politici secondo nuovi schemi culturali, è tornata ad essere drammaticamente centrale nel contesto geopolitico mondiale.»
FACCIAMO UN PASSETTO IN AVANTI! QUESTO SAGGIO DEL 2006, ANCORCHÉ "SINTETICO", RIMANE ASSOLUTAMENTE FONDAMENTALE PER COMPRENDERE COME UNA "FANTASTICA OPPORTUNITÀ" (IN ULTIMA ANALISI: LA PROGRESSIVA TRASFORMAZIONE/RINASCITA DEL MEDITERRANEO IN UN'«AREA DI CIVILE INCONTRO E PACIFICA COOPERAZIONE» FRA EUROPA, AFRICA E MEDIO ORIENTE), IN RAGIONE DELLE CONSEGUENZE - GUARDA CASO! - DELL'«11 SETTEMBRE 2001», NONCHÉ DELLA SUCCESSIVA, «DEVASTANTE CRISI ECONOMICO-FINANZIARIA DEL 2007», SIA STATA "PESANTEMENTE FRUSTRATA"!... DOMANDINA RETORICA PER GLI «ANTI-COMPLOTTISTI PREZZOLATI»: NON VI SONO FORSE STATI DEGLI «INTERESSI GEOPOLITICI E DEGLI AVIDI APPETITI NEO-IMPERIALISTICI» ("ANCHE" DI «TALUNI PAESI EUROPEI»!) CHE (METTIAMOLA COSÌ!) "HANNO FATTO DI TUTTO" PER «DESTABILIZZARE IL MEDIO ORIENTE E VASTE PORZIONI DELL'AFRICA», CON LO SCOPO PRIORITARIO DI «MUTARE IL MEDITERRANEO IN UN VERO E PROPRIO INCUBO», NEL TENTATIVO DI STRONCARE APPUNTO IL «SOGNO/PROGETTO DI UN'EUROPA "A TRAZIONE" MEDITERRANEA»!?!

martedì 27 giugno 2017

A PROPOSITO DELLA RECENTE CONSULTAZIONE ELETTORALE!

IL DATO PIÙ VERGOGNOSO IN ASSOLUTO DI QUESTE ELEZIONI AMMINISTRATIVE RIGUARDA I «MEDIA DI REGIME, CANALI RAI IN TESTA», CHE OTTUSAMENTE QUANTO SPERTICATAMENTE CELEBRANO IL "RITORNO" DI «PORCA ITALIA» SOLO PERCHÉ UN «PUGNO DI SALMONI ITALIOTI CIECHI» (UN «ASTENSIONISMO RECORD PARI SOLO AL CALDO RECORD»!), DOPO ESSER SALTATI DALLA PADELLA («BURLESKONI & C.») NELLA BRACE («MONTI-LETTA-TRACOTANTE D'ARNO & C.»), SEMPRE PIÙ SPERDUTI SONO ORA TORNATI A CAPOFITTO NELLA PADELLA!!!

sabato 24 giugno 2017

PER UN NUOVO «ALFABETO DELLE PASSIONI»!!!

Un testo di straordinaria attualità, che merita di essere "chiosato" in alcuni punti fondamentali...
IL «NEOLIBERISMO» HA "COLONIZZATO IL NOSTRO STESSO IMMAGINARIO": "Intendiamo inserire le nostre riflessioni nel contesto del sistema economico prevalente ai giorni nostri, ossia il neoliberismo. A nostro avviso esso non si può considerare alla stregua di una mera ideologia politica ed economica; sosteniamo invece che abbia una portata e un'influenza tali da pervadere la nostra quotidianità, i nostri consumi materiali e culturali, le nostre passioni e le nostre scelte. E che un nuovo inizio debba necessariamente porsi in discontinuità con tutto questo." p. 6
IL «NEOLIBERISMO», POTREMMO ALLORA DIRE, È ANCHE E SOPRATTUTTO UN «SISTEMA DI DOMINIO TENDENTE A STRAVOLGERE LA NOSTRA STESSA "STRUTTURA ANTROPOLOGICA"»?: "La nostra risposta è che ciò che contribuisce a fare del neoliberismo un'età in cui il capitalismo avanza senza essere frenato da nessun conflitto ben organizzato politicamente sia soprattutto l'imporsi di un governo unico delle passioni. La sua arma segreta e subdola è di raccogliere adesso i frutti di un lento addomesticamento dei nostri cuori, ormai inesorabilmente attratti dalle passioni neoliberiste. Un sistema che ha perfezionato così efficacemente - attraverso l'abbraccio seducente del consumo e il controllo delle nostre passioni - il suo meccanismo di autodifesa è ben difficile da sovvertire. Le competizioni elettorali democratiche - organizzate con sempre più grandi risorse economiche da parte di pochi e un controllo rigido di 'media' sempre più poveri d'idee e pluralismo - sono ormai incapaci di farci uscire dalla morsa di ferro di questo sistema [E PERALTRO VEDONO IN FORTE CRESCITA, OVUNQUE, L'«ASTENSIONISMO»!!!... NdR]. E anche i politici che si presentano con le migliori intenzioni finiscono per essere cacciati indietro come fossero finiti contro un muro di gomma. È a questo livello fondamentale che il governo neoliberista usa le nostre passioni. Del resto, le passioni non sono delle scelte né razionali né completamente libere. Si chiamano passioni anche perché, in qualche modo, siamo costretti a subirle. E se ci chiediamo perché la maggior parte delle persone accetta politiche che un tempo avrebbe rigettato collettivamente, o ritiene necessario il restringimento di buona parte dei diritti, o che sia naturale introdurre un principio di competizione fin nelle aule abitate dai nostri figli, una risposta scomoda ma sincera potrebbe essere questa: perché noi 'vogliamo' competere, 'vogliamo' arricchirci, 'vogliamo' pensarci come imprenditori di noi stessi. Il rapporto fra controllo delle passioni e neutralizzazione della politica, in epoca neoliberista, serve a richiamare all'attenzione un'evidenza decisiva: il neoliberismo non descrive semplicemente un'epoca storica, un disordine dell'equilibrio politico, una ricomposizione ineguale delle classi economiche. Il suo specifico concerne anche una forma di governo della nostra vita intima, trasgredendo così la consuetudine di ordinare ancora i discorsi secondo dualismi antichi: pubblico/privato, sociale/politico, ecc. È questa una delle armi più forti e subdole del neoliberismo" pp. 7-8
DI QUI L'URGENZA DI UNA «RI-ALFABETIZZAZIONE AFFETTIVA DELLE NOSTRE PASSIONI»: "Senza dimenticare soprattutto due cose. In primo luogo che le passioni sono sempre ambigue e che anche le passioni positive - la compassione, l'inclusione, l'amore - sono capaci d'inganni e insidie. Anzi, come vedremo, il modello attuale si caratterizza proprio per un uso 'ideologico' delle passioni positive. Esse servono perlopiù a addolcire la pillola delle conseguenze brutali di decisioni economiche e politiche sulla nostra vita quotidiana. Il loro uso non serve a rafforzare gli spazi di critica politica, ma ad anestetizzarli. In secondo luogo che, nella sfera politica, la vera differenza tra un uso critico e un uso ideologico delle passioni non sta tanto nella distinzione fra passioni positive e negative, tristi o gioiose, ma in quella fra passioni che spingono a una soddisfazione puramente individuale e passioni che hanno come fine il desiderio di costruire connessioni. 'Tra passioni senza legami e passioni comuni'. Il lavoro che resta da fare non è idealizzare le passioni, ma immaginare un loro governo politico, nella prospettiva di unire ciò che nell'epoca contemporanea è costantemente separato. Si può leggere la crisi della politica anche così. Quasi un divieto di passioni comuni che ci rende strutturalmente incapaci di elevare il disagio individuale in pretesa che valga per tutti, in desiderio comune. (...) A nostro avviso la rinascita della democrazia è legata in maniera non trascurabile alla sua capacità di sviluppare una nuova affettività e nuove passioni." pp. 10-11; e cfr. anche la "Conclusione", pp. 127-130
SULLA «MANIPOLAZIONE DEI MECCANISMI ELETTORALI». CRITICA DELL'UNIVERSALE «RIFORMISMO OLIGARCHICO REAZIONARIO» E DISTANZA ABISSALE DAL «"NARCISISMO AUTOCENTRATO" (PASSIONE 'NEGATIVA PER ECCELLENZA') DI CERTI LEADER», NON A CASO 'POMPATO' A DISMISURA DAI MEDIA MAINSTREAM: "Le tendenze controriformatrici in atto nelle democrazie europee sembrano interessate soprattutto a fissare delle procedure che permettano alla competizione formale - le elezioni - di 'non' essere più uno strumento di rimessa in gioco periodica del potere. E anche se i partiti [SPECIE QUELLI 'TRADIZIONALI'! NdR] si dichiarano appassionatamente diversi uno dall'altro, non lo sono affatto. Reprimendo così quel sentimento di accrescimento del proprio potere al momento del voto [E FACENDO AL CONTEMPO DI QUELLA VERA E PROPRIA CATASTROFE POLITICA CHE È L'«ASTENSIONISMO» IL PROPRIO PUNTO DI FORZA! NdR]. In questo modo avanza un sempre maggiore intreccio fra potere e ristrette oligarchie. Il posto del potere è sempre 'occupato', la funzione legittimante del voto è ormai una funzione 'vuota'. C'è il sapore di un vizio passionale in questa ripetuta e ostentata tendenza di pochi a esibire la propria consustanzialità al potere [EMBLEMATICO IL «RENZUSKONISMO»! NdR]" pp. 71-72
A PROPOSITO DELLA «AFFETTIVITÀ MALATA» IN ITALIA: "Analizzando l'affettività malata in Italia, occorre necessariamente riflettere sulla perdurante importanza del familismo e del clientelismo. Il moderno familismo è una 'relazione' distorta tra individui, famiglie, società civile e Stato, in cui le famiglie si concentrano su se stesse in maniera indebita e addirittura esclusiva, dedicando alla società civile e allo Stato una percentuale minima del loro tempo. (...) Tutta una serie di motivi - l'assenza di una pedagogia repubblicana che insegnasse una visione alternativa del rapporto fra amore per la famiglia e amore per lo Stato, la mancata sensibilità politica all'importanza del problema, la stessa cultura statale improntata al lassismo, soprattutto l'incapacità di investire in soluzioni collettive - ha consentito al familismo [IN SPECIE «AMORALE»! NdR] lo spazio di riprodursi e rafforzarsi. Lo stesso discorso vale in gran parte anche per il clientelismo." pp. 115-116
LE «FAMIGLIE ITALIANE "RIPIEGATE SU SE STESSE"»: VITTIME/COMPLICI PIÙ O MENO INCONSAPEVOLI DELLA PROPRIA DEVASTAZIONE?: "Dal 2008 in poi sono state vittima di crescenti tensioni. La prolungata crisi globale ha evidenziato la vulnerabilità del neoliberismo sia come filosofia economica sia come modello culturale. In Italia al progressivo aggravarsi della crisi è corrisposto l'intensificarsi degli spot che pubblicizzavano auto in tv [UN INTENSIFICARSI PIÙ GENERALE, AGGRAVATO PERALTRO DALLA BRUTALE E VERGOGNOSA INTERRUZIONE DI FILM, SPESSO NEL BEL MEZZO DI UN DIALOGO O DI UN'AZIONE! A TACERE POI DEL PROLIFERARE DI 'RASSICURANTI' PROGRAMMI DI "CUCINA", EVIDENTEMENTE TESI A MISTIFICARE CIRCA LA (ORMAI PERDUTA!) 'OPULENZA' DELLE NOSTRE SOCIETÀ, CIÒ CHE ESSI STESSI SEMBRANO IRONICAMENTE DISVELARE IN CERTI 'TITOLI AUTOCRITICI', QUALE AD ESEMPIO: «CUCINE DA INCUBO»!!! NdR]. Nel 2015 per la pubblicità della nuova Giulia fu coniato lo slogan: «Alfa Romeo. La meccanica delle emozioni». Ma le famiglie registrarono la palese ingiustizia insita nel salvataggio delle banche, la crescita astronomica dell'inuguaglianza e i forti tagli allo stato sociale sotto ogni aspetto. Le speranze associate alla 'normalità' svanirono con l'erosione dei risparmi delle famiglie e spesso i nuclei domestici riuscivano a sopravvivere solo grazie alla modesta pensione degli anziani. In un momento simile le storiche, profonde distorsioni rappresentate dal clientelismo e dal familismo hanno ripreso a esercitare un influsso sempre più intenso sulla Repubblica italiana, in particolare in riferimento alla disoccupazione giovanile. Lungi dall'essere scomparsi, questi meccanismi sociali si sono rafforzati nella realtà generale della crisi economica neoliberista. Chi conosci, chi sei, da che famiglia vieni, con quali raccomandazioni e attraverso quali canali arrivi, sono tutti elementi che possono avere peso decisivo in un mercato del lavoro così spudoratamente orientato agli interessi dei datori di lavoro. In alcune regioni italiane, e non solo in quelle meridionali, l'adesione al clan criminale rappresenta la via d'uscita che può portare rapidamente a certi tipi di lavoro, al denaro, all'influenza sul territorio. Ma i costi umani sono altissimi e ci allontanano dalle passioni che sono alla base di questo libro." pp. 118-119
PER UNA «POLITICA DELLA FAMIGLIA "RADICALMENTE ALTERNATIVA"»: "Le famiglie possono tenere al proprio 'interno' un atteggiamento affettuoso, gioioso e paritario, che però non impedisce loro di essere mal informate e indifferenti - o prive di curiosità - nei confronti del mondo 'attorno'. Effettivamente al peggiorare della situazione a livello globale le famiglie reagiscono coprendosi gli occhi, per mantenere intatto al proprio interno quel senso di sicurezza e di affetto. La capacità umana di negare la realtà è straordinariamente forte. I cambiamenti prodotti da più di trentacinque anni di neoliberismo hanno contribuito in misura ben scarsa a far sentire le famiglie più connesse. Al contrario il romanticismo neoliberista è orientato a sedurre e distrarre le famiglie, a presentare la «meccanica delle emozioni» dell'Alfa Romeo come un surrogato delle emozioni stesse. Certi meccanismi del mondo moderno - i sistemi 'lavora e spendi', la prassi che porta a riempire il 'tempo libero' e il tempo dedicato alla famiglia di tutta una serie di altri compiti a carico del singolo, spesso lavoratore precario, l'abitudine a collassare la sera davanti alla televisione, la pubblicità a getto continuo - sono tutti potenti inviti alla passività e al distacco delle famiglie, concentrate soprattutto su se stesse. Non a caso nel 1987 Margaret Thatcher in un'intervista rimasta famosa ribadì:


la società non esiste. Esistono i singoli, uomini e donne,
esistono le famiglie e nessun governo può prescindere dalle
persone e le persone badano innanzitutto a loro stesse.


Questi individui intraprendenti, agguerriti dalla concorrenza, mossi dall'avidità, sono al centro del mondo neoliberista. Eppure questa è solo una versione, piuttosto riduttiva, del rapporto fra le passioni interne ed esterne alle famiglie. Perché queste possano allinearsi serve che lo Stato democratico intervenga consapevolmente a sostegno delle passioni esterne, dell'amore per le cause che esulano dallo stretto ambito familiare. (...) Quanto più lo Stato si dimostra accogliente e incoraggiante, tanto meno le famiglie tendono a chiudersi in se stesse. Stato e famiglia stabiliscono così un profondo rapporto reciproco." pp. 121-122

IL «REDATTORE»: NATURALMENTE, CENTRALE AI FINI DI QUESTE ED ALTRE "SANE POLITICHE" È IL REPERIMENTO DI «RISORSE FONDAMENTALI» (COME SI DICE: «LE NOZZE NON SI POSSONO FARE COI FICHI SECCHI»!) CHE SOLO UNA «FORZA ANTISISTEMA» PUÒ DAVVERO RIVENDICARE PRESSO «QUESTA EUROPA INIQUA», RETTA COM'È, A TUTT'OGGI, DA UN «SISTEMA NEOLIBERISTA DELLE OLIGARCHIE»!... MA SU CIÒ DOVREMO TORNARE ALTROVE DIFFUSAMENTE!!!

martedì 20 giugno 2017

A PROPOSITO DI «NEO-UNTORI DEL WEB»!!!

«WEB-RENZIOTI FIDELIZZATI», OVVERO: "DELLA SERVITÙ VOLONTARIA" 2.0!!! 

https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/de-giorgi-c-ecco-gli-ultra-renziani-alla-guerra-del-web/

sabato 10 giugno 2017

SULLE INTERCETTAZIONI DEL «BOSS "STRAGISTA" GRAVIANO»!!!

È DEL TUTTO INUTILE CHE L'AVVOCATO/SENATORE "NOMINATO" GHEDINI SI DANNI QUEL CHE RESTA DELLA SUA "ANIMA" PER NEGARE OGNI RAPPORTO FRA IL SUO «PADRONE ASSOLUTO» (IL «BERLUSKA»!) E IL BOSS MAFIOSO "STRAGISTA" GRAVIANO!... CHI COLTIVA UNA «SANA MEMORIA STORICA» NON DIMENTICA CERTO, AD ESEMPIO, LA PLEBISCITARIA VITTORIA CHE «PORCA ITALIA» CONSEGUÌ NELLA SICILIA DI «RIINA & C.» ALLE POLITICHE DEL 1994 («61 A ZERO»!), LA CONDANNA PER «ASSOCIAZIONE MAFIOSA» DI DELL'UTRI, DA SEMPRE "FEDELE COMPAGNO DI MERENDA" DEL «CAVALIERE DISARCIONATO», L'INQUIETANTE, ANNOSA PRESENZA, IN QUEL DI ARCORE, DI QUEL BOSS MAFIOSO A NOME VITTORIO MANGANO, CHE PRESIEDEVA (FRA L'ALTRO!) ALL'INGENTE TRAFFICO DI DROGA NEL NORD ITALIA, MA CHE IL PADRONE DI CASA, QUALIFICANDOLO COME "SEMPLICE STALLIERE", NON SMISE MAI DI DIFENDERE CONTRO TUTTO E TUTTI DEFINENDOLO ADDIRITTURA UN «GALANTUOMO»!!!... EVIDENTEMENTE, UN «ANIMALISMO ANTE LITTERAM», SOLO INCENTRATO ALL'EPOCA NON TANTO SUGLI «ANIMALI ANIMALI», QUANTO SU CERTI «INFAMI "ANIMALI UMANI" BEN PEGGIORI DI QUALUNQUE BESTIA FEROCE»!!!

CONTRO I «MEDIA DI REGIME»!!!

N.B.: «Gli editori hanno risparmiato (...) sull'acqua da dare alle piante (I GIORNALISTI! NdR), ma alla fine le piante hanno perso le foglie e si stanno seccando. E forse questo atteggiamento deriva proprio dalla circostanza che ormai si tratta per la maggior parte di "editori impuri", imprenditori o finanzieri attenti più agli affari da realizzare attraverso il controllo dei media che agli obiettivi e agli interessi editoriali. Non a caso Meloni segnala nel suo saggio che "il declino dei quotidiani ha molte cause, ma tra queste possiamo annoverare senz'altro una crescente perdita di credibilità". Cioè di affidabilità e di autorevolezza». Giovanni Valentini, "Il Fatto Quotidiano" di sabato 3 giugno 2017, nella rubrica "Il sabato del villaggio", p. 11
 

martedì 30 maggio 2017

IL «RENZUSKONISMO» E IL «NUOVO/VECCHIO INCIUCIO» CHE SA TANTO DI «GRANDE "FATTORIA DEGLI ANIMALI"»!!!

Sì, non v'è dubbio che il «VERO, GRANDE INCIUCIO ITALIOTA» è manovrato da anni dai MEDESIMI «PADRONI DEL VAPORE» e dai loro PARTICOLARI, AVIDISSIMI INTERESSI (quelli regolarmente denunciati dalle POCHE TRASMISSIONI TV A SCHIENA DRITTA, come Report o Presa Diretta)! Se infatti nel ventennio BURLESKONIANO gli interessi economico-finanziari hanno sostanzialmente ruotato attorno al «POLO ARCORE» (di qui la valanga di LEGGI AD PERSONAM, tipica dell'ANOMALIA - all'epoca TUTTA ITALICA - di un FACCENDIERE SCESO NEL CAMPO DELLA POLITICA!), nel triennio RENZIOTA Grande Industria, Grands Commis e Istituzioni Finanziarie si sono affollate/affannate attorno al «POLO LEOPOLDA» (non a caso la più alta concentrazione di CONFLITTI D'INTERESSE si registra oggi nel pugno di chilometri che separa Rignano d'Arno da Laterina)! Ora, al di là delle "differenze di stile" (termine tanto più esagerato quanto più abusato dai MEDIA MAINSTREAM!) fra i due CAPETTI BULLETTI di Forza Italia e del PdR, ciò che rimane delle loro MISERE POLITICHE (secondo il detto biblico:"Li riconoscerete dai loro frutti"!) è SOTTO GLI OCCHI DI (QUASI) TUTTI: economia stagnante, livelli di DISOCCUPAZIONE (specie giovanile!) altissimi, persistenti inadeguatezze nel prevenire e fronteggiare emergenze idro-geologiche e sismiche, cronici ritardi nella indifferibile CONVERSIONE ECOLOGICA DELL'ECONOMIA, ulteriori tagli negli investimenti in INNOVAZIONE TECNOLOGICA (fra cui spicca l'arretratezza della tanto sbandierata AGENDA DIGITALE!) E NELLA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE E NATURALE, corruzione dilagante, specie nelle commesse (ancor sempre privilegiate!) di GRANDI OPERE...! Se a tutto ciò aggiungiamo la (pressoché) totale mancanza di un LUNGIMIRANTE PROGETTO "ASSOLUTAMENTE STRATEGICO" PER MODIFICARE RADICALMENTE GLI «INTOLLERABILI ASSETTI "BIECAMENTE ECONOMICISTICI" DELL'UNIONE EUROPEA», il quadro è completo, e autorizza ampiamente OGNI OSSERVATORE "MINIMAMENTE CRITICO", oltre a sottolineare la SOSTANZIALE CONTINUITÀ nell'operato delle DUE GRANDI (fino a ieri!) FORZE POLITICHE TRADIZIONALI ITALIOTE, a parlare di «RENZUSKONISMO»!
NEANCHE A TAL PROPOSITO ABBIAMO DUBBI: OPEREREMO ALACREMENTE AFFINCHÉ LA «FARINA» CON CUI SI VA APPRONTANDO LA NUOVA/VECCHIA «PASTETTA», CHE OGGI PARE ASSUMERE I TRATTI DI UNA «GIGANTESCA "FATTORIA DEGLI ANIMALI"», VADA DEFINITIVAMENTE IN «CRUSCA»!!!

venerdì 19 maggio 2017

CIRCA GLI "SQUALLIDI INCIUCI" SULLA «LEGGE ELETTORALE»!!!

SEMBRANO DELLE PROPOSTE DA «BETTOLA», SENZA OFFESA PER LE BETTOLE...: "GRADIREBBERO «UN ROSATELLUM, UN VERDINELLUM O IL VOMITELLUM DELLA CASA»"?!?

BABBI, FIGLI E «CONFLITTI D'INTERESSE»!!!

ALTRO CHE «GIGLIO MAGICO»!... ORMAI SIAMO AL «GIGLIO TRAGICOMICO», E ALBERTO SORDI STESSO, ANCHE A FRONTE DELLE «MAGLIETTE GIALLE», SI STARÀ SGANASCIANDO DALLE RISATE!!!

giovedì 11 maggio 2017

A PROPOSITO DEL RECENTE «LIBRO DI FERRUCCIO DE BORTOLI»!

SE LE MINACCE DELLA «SCORTA RENZIOTA» AL GIORNALISTA DEL CORRIERE FOSSERO VERE, SI TRATTEREBBE DI UN FATTO GRAVISSIMO!... IN OGNI CASO, SAPPIAMO BENE CHE C'È SEMPRE DA ASPETTARSI IL PEGGIO, DAI «BUONI A NULLA CAPACI DI TUTTO»!!!... PERALTRO, VANNO SOTTOLINEATE DUE COSE: 1) UN POLITICO «DAVVERO POPOLARE, AMATO, E CHE GODE DELLA FIDUCIA DELLA GENTE», QUASI NON HA BISOGNO DI SCORTE, COME AMPIAMENTE E MIRABILMENTE DIMOSTRATO DALL'EX-PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SANDRO PERTINI; 2) L'ECCESSO DI NUTRITE SCORTE (UN ESEMPIO PER TUTTI: I CIRCA 40 AGENTI CON CUI SI MUOVEVA UN EX-PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, IL «PIDUISTA DI ARCORE», CIÒ CHE PERALTRO - MA GUARDA! - NON IMPEDÌ AFFATTO AD UNA STATUETTA DI STAMPARSI SULLA SUA FACCIA!), SOTTRAE ORGANICI A «SERVIZI FONDAMENTALI QUALI LA PROTEZIONE DI MAGISTRATI IMPEGNATI IN PRIMA LINEA CONTRO LE MAFIE O IL PRESIDIO DEI TERRITORI A TUTELA DEI COMUNI CITTADINI»!!!

mercoledì 10 maggio 2017

A PROPOSITO DEL «CAMBIARE VERSO»!!!

SIAMO SEMPRE STATI LA «REPUBBLICA DELLE RACCOMANDAZIONI E DELLE BUSTARELLE», QUINDI SIAMO STATI LA «REPUBBLICA DI PAPI», INFINE LA «REPUBBLICA DEI BABBI»!... NON V'È DUBBIO: TRATTASI DI UN «GRANDE, ENTUSIASMANTE PROCESSO DI "MODERNIZZAZIONE DEL PAESE"»!!!

SULL'ANNOSO «PROBLEMA DEI RIFIUTI» A ROMA!!!


OVVIAMENTE, STENDIAMO UN VELO PIETOSO SUL TRENTENNIO CHE HA VISTO ALLA GUIDA DEL COMUNE DI ROMA E DELLA REGIONE LAZIO AMMINISTRAZIONI DI «CENTRO DESTRA» E AMMINISTRAZIONI DI «CENTRO (FINTA) SINISTRA», PERFETTAMENTE INTERCAMBIABILI NEL FAVORIRE "DOLOSAMENTE" PRIVATI «MODELLO CERRONI» (DI SUA PROPRIETÀ, FRA L'ALTRO,  LE FAMIGERATE DISCARICHE!): SOLO IN TAL MODO «SACCHEGGIO E DEGRADO MATERIALE E MORALE» DELLA CITTÀ HANNO POTUTO RAGGIUNGERE QUELLE «PROPORZIONI APOCALITTICHE» ORMAI SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, COME DEL RESTO BEN ATTESTATO DAI FATTI CULMINATI NEL PROCESSO A «MAFIA CAPITALE»!... PIUTTOSTO, VOGLIAMO QUI RILANCIARE UNA «PROGETTUALITÀ POSITIVA», INVITANDO TUTTI A SAPERNE DI PIÙ SULL'IRRINUNCIABILE E VITALE «CICLO VIRTUOSO DEI RIFIUTI»!...

lunedì 8 maggio 2017

CONTRO LA «MANIPOLAZIONE DEL CONSENSO POLITICO»!!!

NATURALMENTE, VA SOTTOLINEATO CHE «GESTIONE E MANIPOLAZIONE DEL CONSENSO POLITICO» GIRANO "A PIENO REGIME" ANCHE "PRIMA E DOPO" LE «COMPETIZIONI ELETTORALI», OVVERO «SEMPRE»!!!

venerdì 5 maggio 2017

LA "POLITICA ECONOMICA" DI «AMERIKA FIRST»!!!

ECCO SVELATO, IN DUE ROZZE QUANTO SPREGEVOLI MOSSE, IL «PIANO DI S-TRUMP PER RISOLLEVARE L'ECONOMIA USA»!... NEL MENTRE PASSA LA SUA «DEFORMA SANITARIA», LO S-GOVERNATORE DELLA GEORGIA Nathan Deal HA APPENA FIRMATO UNA LEGGE - IL "CAMPUS CARRY" - CHE CONSENTE DI PORTARE E INTRODURRE LIBERAMENTE NELLE UNIVERSITÀ PISTOLE ED ALTRE ARMI DA FUOCO, A PATTO CHE SIANO TENUTE NASCOSTE E NON SIANO A VISTA (ALTRIMENTI VA IN FUMO LA "LIETA SORPRESA"!)... EVIDENTEMENTE, SI SPERA CHE IN TAL MODO VI SIA UN DRASTICO SFOLTIMENTO DI «BOCCHE DA SFAMARE»!... AUGURONI, «AMERIKA PROFONDA INQUIETA, RABBIOSA E "MALCURATA" MA, IN COMPENSO, "SEMPRE PIÙ ARMATA FINO AI DENTI"»!!!

AMMINISTRATORI LOCALI SEMPRE PRONTI A «SPORCARSI (LETTERALMENTE!) LE MANI»!!!

CON QUESTA ENNESIMA, VERGOGNOSA VICENDA, È POSSIBILE VERIFICARE UNA VOLTA DI PIÙ QUELLE «SEDICENTI BUONE POLITICHE MESSE IN CAMPO DA "AMMINISTRATORI CAPACI" A LIVELLO LOCALE», CHE «CERTE "OLIGARCHIE PARTITICHE" VANNO MILLANTANDO A LIVELLO NAZIONALE»!!!

CONTRO L'«IMPERIALISMO USA DI IERI E DI OGGI»!!!

«I "sicari dell'economia" sono un'elite di professionisti ben retribuiti che hanno il compito di trasformare la modernizzazione dei paesi in via di sviluppo in un continuo processo di indebitamento e di asservimento agli interessi delle multinazionali e dei governi più potenti del mondo; sono, insomma, i principali artefici dell'"impero", di cui disegnano - lavorando dietro le quinte - la vera struttura politica e sociale. Per dieci anni John Perkins è stato uno di loro, e ha toccato con mano il lato più oscuro della globalizzazione in paesi come Indonesia, Iraq, Ecuador, Panama, Arabia Saudita, prima di affrontare una graduale presa di coscienza che lo ha portato a farsi difensore dell'ecologia e dei diritti civili delle popolazioni sfruttate. In questa autobiografia, appassionante come un romanzo e documentata come un'inchiesta di denuncia, Perkins ci costringe a riesaminare sotto prospettive inedite e inquietanti l'ultimo mezzo secolo di storia, e a interrogarci sul nostro futuro. Un bestseller internazionale indispensabile per comprendere a fondo le dinamiche dell'imperialismo e le ragioni dei conflitti che alimenta.» Prefazione di Loretta Napoleoni.

martedì 2 maggio 2017

DAL PD AL «PdR (PARTITO di RENZI)»: PESSIMO AFFARE!!!

È CHIARO CHE CON QUESTE "PRIMARIE" IL PD È DEFINITIVAMENTE SEPOLTO, E CHE AL SUO POSTO FIGURA ORMAI, ANCORCHÉ "FORTEMENTE RIDIMENSIONATO", IL «PdR (PARTITO di RENZI)». UN DESTINO, QUESTO, PERFETTAMENTE PREVEDIBILE FIN DALL'INIZIO DELLA PARABOLA POLITICA DEL «ROTTAMATORE ROTTAMATO», CAPO DI UNA «OLIGARCHIA» CHE È RIUSCITA A TRAGHETTARE A FORZA NEL «PEGGIORE NEOLIBERISMO REAZIONARIO» PARTE DELLA «NOMENKLATURA DEL PD» (QUALCHE MIGLIAIO DI PERSONE, CONSIDERANDO ANCHE I "FAMIGLIARI"!) E UN MILIONE E MEZZO DI «CIECAMENTE FIDELIZZATI» (I "GAZEBANTI" DI DOMENICA SCORSA!), NON CERTO IL «GROSSO DEL POPOLO DEL PD», CHE SENTE COME NON MAI SULLE PROPRIE CARNI IL MORSO BRUCIANTE DELLE SUE «PESSIME POLITICHE ECONOMICO-SOCIALI»! MA TANT'È. IL «TRACOTANTE D'ARNO» TENTA, IN LINEA COL SUO PERSISTENTE «PROFILO DI GIOCATORE D'AZZARDO», DI RIPARTIRE A RAZZO, INCURANTE DI TUTTO! NESSUNA MINIMA ANALISI DELLE RAGIONI DELLA BATOSTONA INCASSATA IL 4 DICEMBRE SCORSO, NESSUNA AUTOCRITICA SULLE (SPESSO PASTICCIATE) DEFORME VARATE DAL SUO GOVERNO, UN'ADESIONE ENTUSIASTA ALL'«EUROPEISMO DELL'IPERLIBERISTA MACRON» (GIÀ ACCANTONATO L'INFELICE E IMPROVVIDO "SUPPORTO" ALLA CLINTON?) E VIA!... CON IMMUTATA BORIA, SI RIDECOLLA!!! MA DAVVERO «EI FU» COSÌ SICURO, DI QUI ALLE ELEZIONI, DI POTER RIMPOLPARE LA SUA SEMPRE PIÙ ESIGUA «BRANCALEONICA ARMATA» ATTRAVERSO UN ACCORDO (UDITE UDITE!) CON I "SINGOLI CITTADINI E IL POPOLO"?!?

venerdì 28 aprile 2017

SUL «NEOLIBERISMO SOVRANISTA» DI «AMERIKA FIRST»!!!

LO AVEVAMO PREVISTO, E ORA CI TENIAMO A RIBADIRLO!... "CARA" «AMERICA PROFONDA», DELLA "RIDUZIONE DELLE TASSE" IN STILE «S-TRUMP» SI AVVANTAGGERANNO COME NON MAI BANCHE, CORPORATION E ALTRE GRANDI IMPRESE, MENTRE A PAGARE L'INEVITABILE «CONTO LACRIME E SANGUE» PUOI NON DUBITARE NEMMENO PER UN MOMENTO: SARAI PROPRIO «TU E I TUOI "SPROVVEDUTI FIGLI"», CUI CONTINUERANNO PIÙ CHE MAI A VENDERE QUEL «SOGNO AMERICANO» TRASFORMATOSI, ORMAI DA TEMPO, IN UN «GRAN BRUTTO INCUBO»!!!

giovedì 27 aprile 2017

LE ELEZIONI FRANCESI FRA «NEOLIBERISMO GLOBALISTA E NEOLIBERISMO SOVRANISTA»!!!

CON LE ELEZIONI PRESIDENZIALI FRANCESI, CI TROVIAMO DINANZI ALL'ENNESIMO «INGANNO GLOBALE»! NON SI ESCE, INFATTI, DALL'«ORIZZONTE NEOLIBERISTA»! NON A CASO MACRON, «EUROPEISTA CONVINTO MA FIGLIO DELLA GRANDE FINANZA SPECULATIVA», NON HA ANCORA ESPRESSO MEZZA PAROLA SULLA «NECESSITÀ DI CAMBIARE ALLA RADICE TRATTATI E REGOLE EUROPEE», RIGETTANDO, IN PRIMIS, IL FAMIGERATO «FISCAL COMPACT»!... IMMEDIATAMENTE DOPO, OCCORREREBBE TORNARE A SEPARARE RIGOROSAMENTE LE «BANCHE DI CREDITO» (QUELLE UTILI AI MUTUI DEI CITTADINI E AI PRESTITI PER LE IMPRESE!) DALLE «BANCHE D'AFFARI», E QUINDI DA QUELLA «SPECULAZIONE FINANZIARIA (COMPRESE LE FAMIGERATE «AGENZIE DI RATING USA» AD ESSA LEGATE!) CHE CONTINUA A RICATTARE VERGOGNOSAMENTE INTERI STATI»!!!... QUANDO UN «FINANZIERE LEOPOLDIN-RENZIOTA COME Guido Maria Brera», DALLA GRUBER, GIUSTIFICA CON CINISMO L'IMMONDO, VERGOGNOSO TRATTAMENTO CHE LA «TROIKA» HA RISERVATO ALLA GRECIA, IL PEGGIO NON HA MAI FINE!!!
P.S.: "A partire dagli anni Ottanta, l'industria bancaria ha cercato di convincere il Congresso ad abrogare il Glass-Steagall Act. Nel 1999 il Congresso, a maggioranza repubblicana, approvò una nuova legge bancaria promossa dal Rappresentante Jim Leach e dal Senatore Phil Gramm, promulgata il 12 novembre 1999 dal Presidente Bill Clinton, nota con il nome di Gramm-Leach-Bliley Act. La nuova legge ha abrogato le disposizioni del Glass-Steagall Act del 1933 che prevedevano la separazione tra attività bancaria tradizionale e investment banking, senza alterare le disposizioni che riguardavano la Federal Deposit Insurance Corporation.
L'abrogazione ha permesso la costituzione di gruppi bancari che, al loro interno, permettono, seppur con alcune limitazioni, di esercitare sia l'attività bancaria tradizionale sia l'attività assicurativa e di investment banking. Ad esempio, in previsione dell'approvazione del Gramm-Leach-Bliley Act il gruppo bancario Citicorp annunciò e portò a termine la fusione con il gruppo assicurativo Travelers." Fonte Wikipedia

mercoledì 26 aprile 2017

L'«INFORMAZIONE INDECENTE» DELLA «TELEIENA GRUBER»!!!

PER RIASCOLTARE LE CINICHE PAROLE DI UN "TURBO FINANZIERE" ALLA TRASMISSIONE DELLA «TELEIENA RENZIOTA MADAME BILDERBERG»!!! AD ENNESIMA RIPROVA DELLA "MALAFEDE" DI QUESTA "SIGNORA", VA SOTTOLINEATO IL FATTO CHE GLI SPLENDIDI INTERVENTI DEL «GRANDE MARCO REVELLI», ANCHE LUI IN COLLEGAMENTO NELLA TRASMISSIONE, SUL SITO DI "OTTO E MEZZO" NON LI TROVATE (QUELLI DEL RENZIOTA MARTINA, INVECE, CI SONO ECCOME)!!!... N.B.: FA PARTE DELLA "TIPICA STRATEGIA" DELLA GRUBER LA QUALE, A FRONTE DI UN «ANTI-RENZIOTA», INVITA SPESSO, SE NON SISTEMATICAMENTE, «DUE RENZIOTI»!!!

martedì 25 aprile 2017

A PROPOSITO DEL RECENTE «TENTATIVO DI DEPOTENZIAMENTO DELL'ANTI-CORRUZIONE»!!!

SAREBBE INTERESSANTE (E FONDAMENTALE!) CONOSCERE I NOMI E COGNOMI DI «COLORO CHE HANNO TENTATO IL "COLPACCIO DI SOPPIATTO"», MA NELLA «REPUBBLICA FONDATA SUI "RICATTI INCROCIATI"» SAPPIAMO BENE CHE CIÒ È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE!!!

martedì 18 aprile 2017

LA «FORTISSIMA FEBBRE» DI CUI SOFFRE IL NOSTRO PIANETA!!!

È più che evidente che AMERIKA FIRST va cercando in giro per il mondo pretesti per tornare a pompare nuova linfa nel suo IMPALLIDITO PIGLIO IMPERIALISTA. Del resto, la nomina di ben tre generali alla Difesa e l'intenzione di stanziare massicci fondi per l'industria bellica erano già, in tal senso, piuttosto eloquenti. E così, usando 'tranquillamente' (per modo di dire!) una metafora tratta dalla medicina, possiamo dire che il nostro pianeta, tanto più in quanto pessimamente globalizzato, mostra oggi tutti i segni di una grave malattia, a cominciare da quel sintomo che risulta spesso particolarmente decisivo: «una fortissima febbre». Questa, salta agli occhi, si registra intanto sul fronte delle sempre più turbolente relazioni internazionali, dove ad alzare parossisticamente la temperatura figurano soprattutto, appunto, le smanie di protagonismo bellicista di «America First», ormai a cadenza quotidiana (vedi l'attacco alla Libia, la «madre di tutte le bombe» appena sganciata sull'Afghanistan, le frasi minacciose rivolte alla Corea del Nord). Che i governi, specie quelli in «palesi difficoltà interne», facciano volentieri soffiare venti di guerra e rilancino il riarmo, con l'eplicita intenzione di incanalare pulsioni e tensioni di massa verso «il nemico esterno di turno», è un dato scontato cui la Storia dovrebbe ormai averci abituato e (almeno in buona parte) vaccinato. Invece, a ben guardare, non è affatto così, purtroppo. La maggioranza delle persone nel mondo non appare affatto consapevolmente acculturata e informata, né, conseguentemente, dotata di 'strumentario critico', l'unico che la metterebbe in grado di districarsi nella problematica complessità dell'esistente. E questo ci sembra valga vieppiù per quell'«America Profonda», inquietamente rabbiosa e rancorosa, che ciclicamente torna ad affidarsi ciecamente a «paternalistici comandanti in capo», senza rendersi minimamente conto del «grumo di potentati e interessi» che, non certo a caso, li ha di volta in volta più che volentieri 'sponsorizzati'. Emblematico, in quest'ottica, l'altro versante in cui sul pianeta si registra un non meno allarmante (e stavolta 'letterale') innalzamento della temperatura: quel «riscaldamento globale dell'ambiente» dovuto alle nostre «attività antropiche», e più precisamente ad un «modello di sviluppo socio-economico fortemente inquinante ed energivoro», che mette in grave pericolo la stessa sopravvivenza della specie umana. Da sottolineare che tale pericolo è stato scientificamente denunciato fin dal 1972, quando il Club di Roma pubblicò il denso e accurato Rapporto sui limiti dello sviluppo (commissionato al MIT), poi ciclicamente aggiornato, e che da allora, pur fra indiscutibili passi avanti nello «sviluppo delle energie rinnovabili» e quindi nella tutela ambientale, il 'nocciolo duro' del problema è ancora sul tappeto. Ebbene: è una pura coincidenza il fatto che anche in ordine a tale cruciale questione, affrontabile efficacemente - si badi bene - solo con un «coordinamento globale fra tutti gli Stati», sia proprio «America First» a remare vigorosamente controcorrente, tornando addirittura alla risorsa più inquinante in assoluto, il carbone, e stracciando il recente «Accordo di Parigi»? Ed è accettabile che faccia ciò proprio la nazione che manifesta il più elevato livello di «impronta ecologica» e il maggior consumo/dispendio di risorse al mondo? Davvero essa pensa di regredire di alcuni decenni, e precisamente all'epoca in cui Ronald Reagan annunciava arrogantemente: “il tenore di vita del popolo americano non è negoziabile”? Veramente si pensa di continuare a raccontare menzogne alla 'pancia' del popolo americano, lasciandolo nell'ignoranza riguardo al fatto, ad esempio, che la crisi in cui è immerso non dipenda affatto dal 'fato', bensì da quelle «devastanti politiche neoliberiste» promosse aggressivamente dalle sue stesse «élites predatorie» dappertutto; o al fatto, ad esempio, che i limiti alla folle ideologia della «crescita infinita» risiedano inevitabilmente nelle stesse «limitate risorse del pianeta Terra»?
Da rimarcare, in rapporto a tutte le fondamentali problematiche qui sollevate, il ruolo dei Media Mainstream e, in particolare, della «televisione-spettacolo» (della quale come noto è stato un 'campione' lo stesso Trump!), i cui nefasti effetti negli USA (ampiamente 'esportati e diffusi' per ogni dove), in uno studio ormai 'classico, 'venivano così riassunti: “(...) gli americani sono i più intrattenuti e i meno informati fra tutti i popoli del mondo” (Neil Postman, Divertirsi da morire. Il discorso pubblico nell’era dello spettacolo, trad. it., Venezia, Marsilio 2002 (ediz. orig. 1985), p. 129). Ma noi restiamo ottimisti. Noi sappiamo che moltissimi americani (come del resto moltissimi altri cittadini del mondo) non si lasceranno stritolare all'interno della sconfortante, orribile 'falsa alternativa', dinanzi alla quale vorrebbero porli i loro stessi «governi dell'azzardo»: catastrofe «nucleare» globale o catastrofe «ambientale» globale?

venerdì 7 aprile 2017

ATTUALITÀ DEL «MANIFESTO DI VENTOTENE».

COL «MANIFESTO DI VENTOTENE», L'ITALIA FU "MADRINA" DI UNA «VERA EUROPA FEDERATA»!!!
Nel presente articolo (si sarà compreso che tentiamo di portare avanti, sull'Europa, un 'unico' discorso, coerente ed organico), abbiamo sottolineato come siano stati proprio i «nazionalismi fanatici e fatalmente intrisi di colonialismo» (da non confondere mai col «sano amor di patria»!) a culminare nelle due guerre mondiali che hanno devastato il pianeta intero. Ebbene, nell'elencare le maggiori nazioni europee afflitte più o meno secolarmente dal «tremendo virus dello sciovinismo», si sarà (forse) notato che abbiamo omesso (utilizzando ad hoc i puntini di sospensione) il nostro Paese, l'Italia. Non è certo un caso, giacché all'Italia, la nostra amata patria, volevamo dedicare uno spazio a parte: questo. Singolare e contraddittorio destino quello del Bel Paese, erede di uno dei maggiori imperi dell'antichità, a sua volta erede di quella gloriosa Grecia Classica che, sfaldandosi, aveva prodotto l'«ellenizzazione» dell'intero bacino del Mediterraneo, facendo di questo una vera e propria «culla di civiltà» (tant'è che se dovessimo scegliere un fondamento della «civiltà europea» stessa, è proprio nell'«ellenismo» che lo individueremmo). Ridotto, sotto il profilo storico-politico, a ben poca cosa (frammentato com'era in staterelli dominati da Signorie in perenne, feroce conflitto fra loro), il territorio italiano, unico per bellezze naturalistiche, artistiche ed archeologiche, è stato per secoli invaso e dominato da potenze straniere, ciò che non gli ha comunque impedito, valorizzando al massimo il proprio glorioso patrimonio ideale, di ergersi a 'faro di civiltà', donando al mondo due delle maggiori rivoluzioni artistico-culturali mai apparse nella storia: l'Umanesimo e il Rinascimento. In ogni caso, raggiunte faticosamente, seppur fra luci e ombre (una per tutte: il cronico, pesante squilibrio socio-economico fra Nord e Sud, su cui esiste ormai una sterminata bibliografia), l'indipendenza nazionale e l'unità statuale (1861, ma l'annessione di Roma è come noto, del 1870), il neonato Regno d'Italia non perse tempo nel tentare di allinearsi alle politiche di potenza delle altre nazioni europee, e, anche per eludere le proprie notevoli contraddizioni interne (sanguinosissime e laceranti, come ci ricorda, fra gli altri, Carlo Alianello nel suo splendido La conquista del Sud. Il Risorgimento nell'Italia meridionale, Rusconi, Milano 1972) si gettò a corpo morto nelle avventure coloniali, alla spasmodica ricerca del proprio 'posto al sole'. Di qui alle smanie 'interventiste' del devastante primo conflitto mondiale, frutto anche di un cinico calcolo delle classi dirigenti, decise a spezzare la marea montante delle legittime rivendicazioni delle masse operaie e contadine (ridotte a «carne da cannone»!), non v'è che un passo. Meccanismo, peraltro, destinato a perfezionarsi poco dopo, quando la controrivoluzione del totalitarismo fascista, per natura autoritario al proprio interno quanto aggressivo verso l'esterno, agguantato il potere grazie alle complicità e al supporto incondizionato della Corona, delle gerarchie ecclesiastiche e dei potentati economici (vedi Ernesto Rossi, I padroni del vapore. La collaborazione Fascismo-Confindustria durante il Ventennio, Laterza, Bari 1955), rilancia alla grande l'epopea coloniale, nell'insana, megalomane speranza di rinverdire antichi fasti imperiali. 
Sappiamo bene come è andata a finire, e certo non solo per l'«Italietta autarchica», ma per il mondo intero: uno sfacelo. Ma è per noi sintomatico che nel 1941, preconizzando le imminenti macerie, siano stati proprio due antifascisti italiani al confino, eredi della «grande tradizione umanistica» e figli della «migliore cultura socialista», a gettare le basi di un futuro globo 'davvero' pacificato, individuandole nell'ineludibile progetto politico di un'Europa Federata, «solidale e cooperante». 'Superato' il loro magnifico Manifesto? Sbagliato. Bisognerebbe prima 'raggiungerlo'! Si legga attentamente qui: “La linea di divisione fra partiti progressisti e partiti reazionari cade (…) ormai (…) lungo la sostanziale nuovissima linea che separa quelli che concepiscono come fine essenziale della lotta quello antico, cioè la conquista del potere politico nazionale – e che faranno, sia pure involontariamente, il gioco delle forze reazionarie lasciando solidificare la lava incandescente delle passioni popolari nel vecchio stampo, e risorgere le vecchie assurdità – e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopreranno in primissima linea come strumento per realizzare l'unità internazionale” (Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, Il Manifesto di Ventotene, Mondadori, Milano 2006, p. 28).
 http://it.blastingnews.com/opinioni/2017/04/il-manifesto-di-ventotene-ritorno-al-futuro-001595963.html