sabato 16 settembre 2017

A PROPOSITO DELL'«AMERIKA SS-TRUMPIOTA»!!!

Gay Talese

«Scrittore e giornalista statunitense di origini italiane, Gay Talese è considerato con Tom Wolfe e Norman Mailer il padre del New Journalism americano. Giornalista del New York Times dal 1956 al 1965, ha collaborato anche con Times, Esquire, The New Yorker, Harper's Magazine ed altre testate americane. Il suo rivoluzionario articolo "Frank Sinatra Has a Cold", scritto nel 1966 e definito "la miglior storia mai pubblicata su Esquire", è inserito oggi nella straordinaria raccolta di ritratti di protagonisti della New York degli anni Sessanta, "Frank Sinatra ha il raffreddore. Ritratti e incontri", pubblicata in Italia da Rizzoli nel 2010. La stessa casa editrice ha tradotto "Honor Thy Father", 1971, ("Onora il padre", 2011), sorta di biografia di Joseph “Bananas” Bonanno, boss della mafia newyorkese, e "Thy Neighbor's Wife", 1980, ("La donna d’altri", 2012), sfrontata fotografia dell’erotismo d’oltreoceano negli anni Cinquanta.»

SULLA "TRAGEDIA PILOTATA" (CI SI PERDONI IL GIOCO DI PAROLE!) DELL'«11 SETTEMBRE 2001»!!!

OTTIMA "RIVISITAZIONE" DEL TRAGICO EVENTO, SPECIE LADDOVE EVIDENZIA «TALUNE GRAVI "RESPONSABILITÀ" DELLE TRE AGENZIE USA PER LA SICUREZZA (FBI, CIA, NSA)», TRA CUI IL MANCATO SCAMBIO DI INFORMAZIONI CRUCIALI (MA GUARDA UN PO'!) NONCHÉ IL TENTATIVO (A DIR POCO AZZARDATO!) DELLA CIA DI "RECLUTARE" UN PAIO DI PERICOLOSISSIMI TERRORISTI SAUDITI! PUNTUALE, ANCORCHÉ SINTETICA, L'ANALISI DI ALCUNE DELLE NON MENO TRAGICHE CONSEGUENZE: LO SCATENAMENTO DELLA «GUERRA INFINITA AL TERRORE» A COMINCIARE DAI FRONTI AFGHANO E IRACHENO (ANCHE SULLA BASE, COME NOTO, DEL «FALSO DOSSIER» CIRCA LE ARMI CHIMICHE IN POSSESSO DI SADDAM HUSSEIN!); I RELATIVI, «MOSTRUOSI COSTI UMANI E MATERIALI»; IL MISERO FALLIMENTO DELL'«ESPORTAZIONE DELLA DEMOCRAZIA "A MANO ARMATA"»; LA MICIDIALE «PROLIFERAZIONE SU SCALA GLOBALE DEL TERRORISMO FONDAMENTALISTA DI MATRICE (PSEUDO)ISLAMICA», IL QUALE COMPIRÀ UN VERO E PROPRIO SALTO DI QUALITÀ CON LA NASCITA DI «ISIS», UNA «ORGANIZZAZIONE MAFIOSA FATTASI "DIRETTAMENTE" STATO»!!!

A PROPOSITO DELLE PESSIME «POLITICHE DI AUSTERITÀ "IMPOSTE DALL'EUROPA"»!!!

«Sorpresa: i tagli agli enti locali hanno fatto crescere il debito.»  

https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/sorpresa-i-tagli-agli-enti-locali-hanno-fatto-crescere-il-debito/ 

PER QUANTO CI RIGUARDA, NON SI TRATTA AFFATTO DI UNA «SORPRESA»: L'OTTUSA QUANTO CRIMINALE «STRETTA SUGLI INVESTIMENTI» PERSEGUITA DALLE «OLIGARCHIE POLITICO-FINANZIARIE POSTE AI VERTICI DI "QUESTA EUROPA FORTEMENTE INIQUA», NON POTEVA CHE DISCENDERE LUNGO L'INTERA STRUTTURA SOCIO-ECONOMICA DEI PAESI EUROPEI, SINO APPUNTO A «DISSESTARE LE CASSE DEGLI ENTI LOCALI DI OGNI SINGOLA NAZIONE»!!!

«Sei anni dopo. Un report della Cassa Depositi e Prestiti analizza la stretta fiscale avviata dal 2011: ha schiantato gli investimenti e con essi la ripresa. "Quella che è davvero mancata all'Italia"»!!!
I NUMERI.
«27,7% il contributo degli enti locali al saldo consolidato del bilancio pubblico nel 2016: era il 7,7% Nel 2008...
5% il contributo della crescita nominale alla riduzione del debito/Pil nel 2007-2016. Con una crescita in linea con la media UE sarebbe sceso del 10%...
8,4 miliardi i tagli dei trasferimenti ai Comuni tra il 2011 e il 2015. A cui si sommano altri 3,5 miliardi di ulteriori vincoli finanziari.»
CONCLUSIONE.
«Attraverso una simulazione i ricercatori notano che, a parità di condizioni, se si fosse permesso agli Enti locali di impiegare i surplus di bilancio in nuovi investimenti, al 2016 il debito/Pil sarebbe sceso di 4 punti percentuali. Ed è lo scenario "più conservativo". Anche solo "neutralizzando la politica fiscale", il gap di crescita reale accumulato dal 2008 con Germania (- 14,3%) e Francia (- 11%) si sarebbe ridotto di un terzo. Pensate con misure espansive...».
ORA PENSATE AL «FAMIGERATO MANTRA RIPETUTO FINO ALL'OSSESSIONE DAI POLITICANTI E DAI LORO SERVI MEDIATICI: "LA COPERTA È CORTA"», E, SUBITO DOPO, PENSATE ALLA «CRONICA CARENZA DI RISORSE LOCALI INDISPENSABILI, AD ESEMPIO, PER "METTERE IN SICUREZZA" TERRITORI FORTEMENTE ANTROPIZZATI NONCHÉ FRAGILISSIMI SOTTO IL PROFILO IDROGEOLOGICO E SISMICO»; E CIÒ MENTRE LE OLIGARCHIE DELL'«EUROPA DELL'AUSTERITÀ» (UNANIMEMENTE VOLUTA E SOSTENUTA DA «POPOLARI E PSEUDO-SOCIALISTI»!), TUTTE TESE A «SALVARE I VERTICI DEI SISTEMI BANCARI», ASSISTONO CON VERGOGNOSA INDIFFERENZA DAI PROPRI LUSSUOSI ATTICI CON BELLA VISTA ALLE «IMMANI DEVASTAZIONI CON CONTORNO DI INNUMEREVOLI VITTIME UMANE»!!!

martedì 5 settembre 2017

QUANDO LA «PSEUDO-SINISTRA SCIMMIOTTA LA DESTRA»!!!

Ottimo, questo articolo di Emiliano Brancaccio (pubblicato ne "L'Espresso" del 6 agosto 2017, alle pp. 80-81), che vale qui la pena di riassumere e chiosare!
Titolo e sottotitolo: «Si chiama destra il morbo della sinistra. Entrata in crisi al guinzaglio dei liberisti rischia di scomparire in coda agli xenofobi.» PERFETTO!!!
Intro: «Il declino dei partiti del socialismo europeo è oggetto in questi mesi di nuove interpretazioni. Passata di moda l'idea blairiana dell'obsolescenza della socialdemocrazia e dell'esigenza di una "terza via", sembra oggi farsi strada una tesi più affine al senso comune: la sinistra è in crisi perché una volta al governo ha attuato politiche di destra. Con un certo zelo, potremmo aggiungere.» INECCEPIBILE!!!
Tesi 1) Politiche del mercato del lavoro: «Una parte cospicua delle riforme che hanno contribuito in Europa a diffondere il precariato è imputabile a governi di ispirazione socialista. In molti paesi, tra cui l'Italia e la Germania, il calo più significativo degli indici di protezione del lavoro calcolati dall'OCSE è avvenuto sotto maggioranze parlamentari di sinistra. Con quali risultati? La ricerca scientifica in materia ha chiarito che questo tipo di riforme non contribuisce ad accrescere l'occupazione. Con buona pace per i nostrani apologeti del Jobs Act, questa evidenza è ormai riconosciuta persino dalle istituzioni internazionali maggiormente favorevoli alle deregolamentazioni del lavoro. (...) le politiche di flessibilità dei contratti non hanno, in media, effetti statisticamente significativi sull'occupazione. Ricerche recenti del Fondo [Monetario Internazionale] e di altri, inoltre, indicano che minori protezioni del lavoro sono associate a un aumento degli indici di disuguaglianza tra i redditi. Dinanzi a simili evidenze, non si può dire che siano fioccati molti ripensamenti da parte dei leader socialisti che hanno promosso tali politiche. Quasi tutti, anzi, ancora oggi sostengono la validità delle loro scelte.» INOPPUGNABILE!!!
Tesi 2) Privatizzazioni: «Una parte rilevante delle vendite di Stato avvenute in Europa nell'ultimo quarto di secolo è stata realizzata da governi di sinistra, tra cui quelli italiani ancora una volta in prima linea. Gli esponenti di tali esecutivi hanno giustificato le dismissioni in base a un'idea di inefficienza dell'impresa pubblica molto diffusa nel dibattito politico, ma che nella letteratura specialistica non trova adeguati riscontri empirici. L'OCSE, un'istituzione tra le più avverse alla proprietà statale dei mezzi di produzione, ha pubblicato nel 2013 uno studio da cui si evince che le grandi imprese pubbliche presenti nella classifica di Forbes registrano un rapporto tra utili e ricavi significativamente superiore rispetto alle imprese private e un rapporto tra profitti e capitale pressoché uguale. Lungi dall'approfondire queste analisi e avviare una riflessione critica sulle passate privatizzazioni, i vertici dei partiti socialisti appaiono tuttora ancorati alle vecchie credenze e risultano spiazzati dall'onda di riacquisizioni statali che è seguita alla crisi del 2008.» IMPECCABILE!!!
Tesi 3) Politiche di liberalizzazione finanziaria e di apertura ai movimenti internazionali di capitali: «I partiti socialisti hanno sostenuto senza indugio tali misure. La favola della globalizzazione dei capitali quale fattore di stabilità, di pace e di emancipazione sociale è entrata a far parte dei punti programmatici fondamentali di tali forze politiche e ha soppiantato la vecchia e per certi versi opposta parola d'ordine dell'internazionalismo operaio. Dopo la grande recessione mondiale e la successiva crisi dell'eurozona, persino nei rapporti del Fondo Monetario Internazionale e delle altre istituzioni favorevoli alla liberalizzazione dei flussi finanziari sono state espresse grandi preoccupazioni circa gli effetti destabilizzanti della indiscriminata libertà di circolazione internazionale dei capitali. I leader socialisti tuttavia sono sembrati disorientati dal nuovo corso, per molti versi incapaci di adeguarsi al cambiamento interpretativo. Come novelli zelig, alla compulsiva ricerca di un'identità alla quale conformarsi, i partiti socialisti hanno insomma applicato le ricette tipiche della destra liberista senza badare ai loro effetti reali, e con una determinazione talvolta persino superiore a quella delle istituzioni che le avevano originariamente propugnate.» INOPPUGNABILE, MA CON UNA "FONDAMENTALE RISERVA" CHE ESPLICITEREMO IN CODA!!!
Conclusioni dell'articolo: «La tendenza a scimmiottare l'avversario politico tuttavia non si esaurisce nell'emulazione dei liberisti. C'è infatti una nuova tentazione che caratterizza la più recente propaganda della sinistra europea di governo e che a sprazzi sembra affiorare anche tra gli slogan delle forze emergenti guidate da Corbyn e da Melenchon, apertamente critiche verso le vecchie apologie del libero mercato. È la tentazione di emulare un'altra destra, quella xenofoba, proprio sul tema dell'immigrazione. Segnali di questa forma inedita di camaleontismo si rintracciano anche in Italia, dove sempre più frequentemente il Partito Democratico sbanda nella direzione delle più triviali rivendicazioni securitarie contro l'immigrazione (...) Se al guinzaglio della destra liberista la sinistra è entrata in crisi, in coda alla destra xenofoba la sinistra rischia di sparire dal quadro politico internazionale. La sinistra può prosperare solo se radicata nella critica scientifica del capitalismo, nell'internazionalismo del lavoro, in una rinnovata idea prometeica di modernità e di progresso sociale e civile.» SOTTOSCRIVIAMO IL "MONITO", MA ANCHE QUI CON UNA "FONDAMENTALE RISERVA"!!!
PRIMA, "FONDAMENTALE RISERVA".
NON È PROPRIO POSSIBILE PARLARE ANCORA DI "PARTITI SOCIALISTI", VISTO CHE ORMAI DA TEMPO «TUTTI I MAGGIORI PARTITI TRADIZIONALI», COMPRESI QUELLI «SEDICENTI DI SINISTRA» (EMBLEMATICO IL «PdR - PARTITO di RENZI»!)», SONO GUIDATI DA «OLIGARCHIE TRASFORMATESI IN COMITATI D'AFFARI SEMPRE PIÙ STACCATI DALLA LORO BASE» (IN ITALIA, CHIARAMENTE NEL SOLCO DEL «FAMIGERATO MODELLO BURLESKONIANO»)!!!
SECONDA, "FONDAMENTALE RISERVA".
SE CONCORDIAMO APPIENO CON L'IDEA CHE UNA «VERA SINISTRA» PUÒ PROSPERARE SOLO SE «RADICATA NELLA CRITICA SCIENTIFICA DEL CAPITALISMO E NELL'INTERNAZIONALISMO DEL LAVORO», UNA «RINNOVATA IDEA PROMETEICA DI MODERNITÀ» CI LASCIA INVECE ALQUANTO PERPLESSI. NON SOTTOVALUTIAMO CERTO L'IMPORTANZA DI MITI E SIMBOLI, MA PROPRIO PER QUESTO RITENIAMO SIA OGGI PARTICOLARMENTE IMPORTANTE MUOVERE "OLTRE IL PROMETEISMO". SI RILEGGA CON ATTENZIONE IL GRANDE «HANS JONAS», che prese le mosse proprio dal «Prometeo scatenato», per muovere verso «un'etica della responsabilita»: "L'annuncio dell'era tecnologica è antico e Jonas ne coglie l'archetipo nel corso dell'Antigone di Sofocle, in cui l'uomo viene presentato come capace di dominare ogni cosa, tranne la morte. Ma nello stesso momento in cui si dice che l'uomo, in virtù della facoltà «autoappresa» del discorso, del pensiero e del sentimento sociale, è riuscito a costruire una casa per la sua autentica umanità, si dice anche che la violazione della natura e la civilizzazione dell'uomo vanno di pari passo: «Questo omaggio angosciato al potere angosciante dell'uomo narra della sua irruzione violenta e violentatrice nell'ordine cosmico, della sua temeraria invasione nelle varie sfere della natura...». Con il passare del tempo e con la realizzazione del sogno baconiano-faustiano di un dominio illimitato dell'uomo sul mondo è cresciuta anche la vulnerabilità della Terra, sino a generare la possibilità di una catastrofe ecologica comportante l'estinzione totale della vita. Da ciò la necessità di mettere le briglie alla galoppante avanzata di quel «Prometeo scatenato» che è il mondo della tecnica, tramite un'etica non utopica della responsabilità in grado di far fronte alle gravose incombenze dell'età presente". Cfr. Hans Jonas, Il principio responsabilità. Un'etica per la civiltà tecnologica, trad. it., Einaudi, Torino 2009 (ed. orig. 1979!)
COLORO CHE, COME IL SOTTOSCRITTO, SI SONO FORMATI ALLA «GRANDE SCUOLA» (QUELLA DI «FRANCOFORTE»!) DI «ADORNO E HORKHEIMER», FACENDO TESORO FRA L'ALTRO DELLA LORO FONDAMENTALE «DIALETTICA DELL'ILLUMINISMO» (A PROPOSITO DEL «DOMINIO INCONTROLLATO SULLA NATURA ESTERNA E INTERNA AGLI ESSERI UMANI, CHE FINISCE PER ROVESCIARSI FATALMENTE IN AUTODISTRUZIONE»!), TROVANO TALI QUESTIONI NON SOLO ESTREMAMENTE FAMILIARI, MA DI UN'URGENZA OGGI NON PIÙ SOTTOVALUTABILE, NÉ, TANTOMENO, RINVIABILE!... DA QUI, INSOMMA, OCCORRE RIPARTIRE, «NELLA TEORIA QUANTO NELLA PRAXIS»!!!