domenica 1 settembre 2019

UN SAGGIO (PIÙ ATTUALE CHE MAI!) DEL GRANDE SAMIR AMIN!!!

Samir Amin, I Mandarini del Capitale Globale
trad. it., DATANEWS, Roma 1994

Presentazione
«Pubblicato nell'ambito della campagna internazionale "Cinquant'anni bastano!", sul cinquantesimo anniversario della nascita a Bretton Woods della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, il libro analizza gli scenari di crisi e insieme di transizione del capitalismo reale come sistema mondiale.
La crescente mondializzazione dell'economia e la mancanza di una corrispondente mondializzazione della politica determinano la completa ingovernabilità dei processi economici. L'unico attore veramente globale diviene il capitale e i suoi mandarini (Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, G7) che governano la crisi attuale con l'unico obiettivo del massimo profitto. Finanziarizzazione dell'economia, disoccupazione, crescente divario Nord-Sud, devastazione ambientale, impoverimento del Terzo Mondo, ne sono le conseguenze.
È possibile una riforma delle istituzioni economiche internazionali? Oppure esse vanno radicalmente superate da una politica alternativa su scala mondiale che si pone come obiettivo ineludibile il socialismo?»

DAL BREVE QUANTO DENSISSIMO TESTO DI AMIN, FONDAMENTALE ALL'EPOCA, È PASSATO UN QUARTO DI SECOLO, E COME BEN SAPPIAMO C'È STATA SÍ UNA "RISPOSTA" ALLE SUE CRUCIALI DOMANDE, MA È STATA PURTROPPO DI TUTT'ALTRO SEGNO RISPETTO A QUELLE DA LUI AUSPICATE (E "PROGETTATE IN ALTERNATIVA"!), RIASSUMIBILI NEL LUMINOSO DISTICO: «SOCIALISMO O BARBARIE»! LE "RISPOSTE ALLA CRISI DELL'EPOCA" LE HANNO "OFFERTE/IMPOSTE DALL'ALTO, IN UNA TREMENDA CONTROFFENSIVA", PROPRIO IL «CAPITALE GLOBALE E I SUOI MANDARINI»: «NEOLIBERISMO SELVAGGIO», È STATO IL SUO NOME E IL SUO "AGIRE", E A PAGARNE L'ALTISSIMO PREZZO SONO STATI ANCORA UNA VOLTA «INDIVIDUI, CLASSI, POPOLAZIONI E AMBIENTI IN OGNI PARTE DEL MONDO»!!!
EPPURE, LE QUESTIONI SOLLEVATE CON PROFONDO ACUME DA AMIN SONO ANCORA TUTTE QUI, DINANZI A NOI, SUL TAPPETO, E CE NE OFFRE UN SAGGIO LO STESSO AUTORE IN UN PASSAGGIO ILLUMINANTE, PROFETICO E PIÙ CHE MAI "ATTUALE": "Una congiuntura così particolare invita a tornare sulla questione delle tendenze spontanee nella gestione del capitale. È in questa prospettiva che ho messo l'accento su quelli che io chiamo i «cinque monopoli» (monopolio del mercato finanziario di capitali; delle nuove tecnologie; delle armi di distruzione di massa; dei sistemi comunicativi globali; dell'accesso alle risorse naturali del pianeta - NdR) attraverso i quali il dominio dei centri sulle periferie potrebbe svilupparsi nell'avvenire prossimo (cfr. La nouvelle polarisation mondiale)." Ivi, p. 28

domenica 18 agosto 2019

IL «M5S COME CENTRO DEL "TERZO POLO ANTI-SISTEMA"»!!!

Ottima l'analisi prospettica di Antonio Ingroia (sul Fatto Quotidiano del 17 Agosto 2019), analisi che, ormai da parecchi anni, è anche la nostra! Noi prendevamo le mosse da un testo fondamentale di Marco Revelli apparso per i tipi Bollati Boringhieri nel lontano 1996, dal significativo titolo "Le due destre". In esso, nella sostanza, si rimarcava sul fatto che il "bipolarismo modello anglosassone cancellasse la democrazia a favore delle oligarchie", essendo ambedue i poli (apparentemente!) opposti dello schieramento politico (negli USA quanto in Europa), perfettamente funzionali a quell'unico SISTEMA ECONOMICO-POLITICO che, teorizzato dai Chicago Boys nei primi anni '70, si era rapidamente "istituzionalizzato" attraverso le esperienze di governo della Thatcher in GB (che la "terza via" di Blair erediterà poi nella sostanza!) e di Reagan oltreoceano: il NEOLIBERISMO. Emblematico, per Revelli, il caso Italia, che vedeva "formalmente contrapporsi" (per "convergere in realtà nella sostanza" appunto!) una DESTRA POPULISTA (Berluska & C.) e una DESTRA TECNOCRATICA (Grande Industria, Grands Commis dell'Impresa Pubblica & Mediobanca), ove l'oligarchia del PD (allora PdS) finiva per risultare una "protesi" di questa SECONDA DESTRA!
E lo si è ben visto, prima col governo d'Alema, poi, nell'ultimo ventennio, coi governi Prodi, Letta, Renzi e Gentiloni, con la "cinica salvaguardia degli interessi dei più forti, l'accettazione pressoché supina delle politiche di austerity imposte dalla Troika, l'attacco frontale al mondo del lavoro, la crescita smisurata delle disuguaglianze socio-economiche e della povertà diffusa, l'allarmante degrado ambientale..., a tacere dell'appoggio incondizionato fornito all'esecutivo Monti". Come hanno pertinentemente sottolineato Antonio Padellaro e Silvia Truzzi nel recente "C'era una volta la sinistra", nell'ultimo ventennio «la sacrosanta battaglia dei diritti civili è stata brandita - questo il più imperdonabile tra gli imbrogli - contro i diritti sociali, mentre si smantellava il sistema del Welfare nell'assordante silenzio degli intellettuali (organici solo al tengo famiglia). La rivendicazione di quanto fatto per i diritti civili nelle ultime esperienze di governo non può bastare, significa rassegnarsi a una vocazione elitaria, cieca ai bisogni di una maggioranza sofferente».
Per tornare all'attuale "congiuntura istituzionale indotta dalla crisi di governo", risultano allora cruciali un paio di passaggi di Ingroia. Il primo: «L'operazione di Zingaretti (andare subito alle elezioni per "derenzizzare il Pd"), poco preoccupata per le sorti del Paese, è soprattutto furba e stabilizzante, perché ha l'ambizione di fare del Pd il principale partito di opposizione nella prossima legislatura a trazione leghista, così da ristabilire la vecchia dialettica parlamentare destra-sinistra e ripristinare quel sistema sostanzialmente bipolare crollato con la potente ascesa elettorale del M5S. C'è un solo modo per opporsi a questo scenario, mettendo in conto che inevitabilmente si andrà al voto nei prossimi mesi: guardare avanti e al dopo. Costruire un "terzo" polo, alternativo a quelli tradizionali che abbia il M5S come cardine per un progetto di reale cambiamento del Paese, visto che - come giustamente scriveva Stefano Fassina su queste stesse colonne sabato scorso - il M5S rimane "l'unico partito anti-sistema" col quale solo una "sinistra di popolo" potrebbe allearsi». Si può fare?, si chiede Ingroia... e subito dopo offre la risposta, che noi condividiamo pienamente, "amplificandola": «È VENUTO IL MOMENTO CHE IL M5S, TORNANDO ALLA SUA MATRICE ORIGINARIA, SI APRA AD UN'ALLEANZA STRATEGICA, POLITICA E NON SOLO ELETTORALE, AL MONDO CHE LE È PIÙ VICINO E SIMILE, PER NON ESSERE COSTRETTO A FARE ALLEANZE PARLAMENTARI CON CHI LE È PIÙ LONTANO E DIVERSO, COME È ACCADUTO CON LA LEGA, COME ACCADREBBE COL PD. L'APPELLO È CHIARAMENTE RIVOLTO ALLO STESSO TEMPO A TUTTI I MOVIMENTI CIVICI, NAZIONALI E TERRITORIALI, ALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE, ANTIMAFIA E ANTICORRUZIONE, CHE SI RICONOSCONO NELLA COSTITUZIONE, AFFINCHÉ LAVORINO INSIEME ALLA COSTRUZIONE DI UN COORDINAMENTO NAZIONALE PER UN'ALLEANZA PER IL CAMBIAMENTO ATTRAVERSO L'ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE»!
BENE. LA "PALLA" ORA PUÒ E DEVE TORNARE APPUNTO AL M5S, CON LA PIÙ CLASSICA DELLE ESORTAZIONI: «ORSÙ, AMICI: HIC RHODUS, HIC SALTA»!!!

domenica 11 agosto 2019

A PROPOSITO DEI "DIKTAT" DI UN «TIPO DA SPIAGGIA»!!!

NON ESISTE AL MONDO CHE QUESTO «TIPO DA SPIAGGIA (E STIAMO GIÀ "ESAGERANDO"!)», PER QUANTO "POMPATO AD HOC" DAL «CIRCO MEDIATICO ITALIOTA (ASSERVITO!) A RETI PRESSOCHÉ UNIFICATE ("SONDAGGIVENDOLI COMPIACENTI" COMPRESI!)», DECIDA "TEMPI E MODI DEL RITORNO AL VOTO"! «LUI» PUÒ CERTO, E LO HA FATTO, "USCIRE DALLA COALIZIONE DI GOVERNO NON RINNOVANDO AD ESSO LA PROPRIA PERSONALISSIMA FIDUCIA", MA A DETTARE APPUNTO "TEMPI E MODI DEL RITORNO AL PAESE ALLE URNE", COME PREVEDE LA "NOSTRA COSTITUZIONE", SONO IL "PARLAMENTO", CHE FINO A PROVA CONTRARIA "RESTA SOVRANO", E IL "CAPO DELLO STATO", CHE INFATTI, COME RECITA L'ART. 73 co. 1, «può, sentiti i Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, indire le elezioni della Camera dei deputati prima del termine ordinario, nel caso di dimissioni del Governo ai sensi dell'art. 76»! IL RESTO È "FUFFA O DELIRIO DI ONNIPOTENZA" DI UN «SEMPLICE MINISTRO (A NOSTRO AVVISO PERALTRO "ASSOLUTAMENTE INADEGUATO AL DELICATO RUOLO"!)» IL QUALE, NEL CASO NON RIESCA PROPRIO A "CONTROLLARE LE PROPRIE SMANIE", COMINCI INTANTO A "RASSEGNARE LE SUE DIMISSIONI", CHÉ «QUALCUNO PIÙ DEGNO PER RIMPIAZZARLO È POSSIBILE TROVARLO IN UN BATTIBALENO»!!!
E SIA BEN CHIARO: LE «SUE», DI DIMISSIONI, «NON IMPLICANO AFFATTO, PER COSÍ DIRE "IN AUTOMATICO", LE «DIMISSIONI DI QUEL GOVERNO IN CUI "LUI" È ENTRATO IN MINORANZA E RIMANE, A TUTT'OGGI, IN MINORANZA»!!!

mercoledì 31 luglio 2019

«SAVOINI & CAMERATI»!!!

«COSÍ, TANTO PER RINFRESCARE LA MEMORIA (ANCHE QUELLA "STORICA"!) A NOI TUTTI, MA SOPRATTUTTO A "SELFINI ER PACCHIA", CHE IN UN PRIMO MOMENTO, A SENTIR NOMINARE GIANLUCA SAVOINI, TRA LO SCOCCIATO E L'ANNOIATO DISSE DI "NON CONOSCERLO"»!!!

«Era iscritto al Movimento Sociale Italiano dal 1969. Nel settembre 1972 iniziò a frequentare gli ambienti dei neofascisti milanesi che si davano ritrovo in Piazza San Babila. Il 12 aprile 1973 partecipò agli scontri tra neofascisti e forze dell'ordine, nel cosiddetto giovedì nero di Milano. Gli scontri culminarono con la morte dell'agente di polizia Antonio Marino, colpito in petto da una bomba a mano.
Murelli fu arrestato assieme a Vittorio Loi, e incriminato per aver gettato le bombe. Fu infine condannato a diciotto anni di reclusione.
In questa foto: a sinistra c'è Maurizio Murelli, il fascista condannato per la morte del poliziotto di 23 anni Antonio Marino, aprile 1973.
A destra c'è Savoini, il fedelissimo di Salvini, quello che lo accompagna in Russia da anni, accusato di corruzione internazionale per una trattativa finalizzata secondo gli inquirenti al finanziamento della Lega.
Sono al ristorante del figlio del fondatore di Ordine Nuovo.»




martedì 30 luglio 2019

A PROPOSITO DI «CITAZIONI SBAGLIATE»!!!

Stefano Lorenzetto,  Chi (non) l'ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate, Marsilio 2019


Presentazione
"Gesù Cristo non disse mai «Lazzaro, alzati e cammina!» Galileo Galilei non esclamò «Eppur si muove!» L’adagio «A pensar male si fa peccato, ma spesso s’indovina» non è di Giulio Andreotti. Sarà vero l’aforisma di Winston Churchill secondo cui a Londra «un taxi vuoto si è fermato davanti al numero 10 di Downing Street, e ne è sceso Attlee»? No, falso: infatti si trattava di una carrozza e ne discese, a Parigi, Sarah Bernhardt. «Vivi come se tu dovessi morire subito, pensa come se tu non dovessi morire mai» sarà del filosofo Julius Evola o della pornostar Moana Pozzi? Sono passati più di vent’anni da quando Paolo Mieli, per due volte direttore del «Corriere della Sera», minacciò: «Una citazione latina sbagliata in un discorso o riportata erroneamente in un articolo dovrà diventare un’onta perenne, un guaio peggiore di un avviso di garanzia». Purtroppo, da allora, poco è cambiato, se non in peggio. Giornalisti e politici continuano ad attribuire pensieri in libertà a personaggi che non si sono mai sognati di esprimerli. Convinto che il “citazionismo” sia la deriva che più ha tolto credibilità alla casta degli scribi cui egli stesso appartiene, Stefano Lorenzetto ha sottoposto a radiografia detti, non detti e contraddetti, cercando di scoprire, per i più celebri, come e perché si siano diffusi in modo errato. I risultati dell’indagine risultano sconcertanti e al tempo stesso divertenti. L’esclamazione «Elementare, Watson!» non è mai uscita dalla bocca di Sherlock Holmes né tantomeno dalla penna di Arthur Conan Doyle. E, a dispetto dell’aneddotica circolante su Mike Bongiorno, la signora Longari ha spiegato all’autore di questo libro che non è mai caduta sull’uccello. Materia sterminata, infingarda, magmatica, cangiante. Forse perché «la vita stessa è una citazione», diceva Jorge Luis Borges (ma l’avrà detto davvero?)."

UNA CONCISA RIFLESSIONE SUL «BULLISMO MADE IN USA»!!!

L'ARTICOLO QUI RIPORTATO (VEDI LINK) SI OCCUPA DEL «"BULLISMO" COME "INFAME STRUMENTO STRATEGICO DELLA GEOPOLITICA USA"», MA A NOI INTERESSA ANCHE IL «"BULLISMO VIOLENTO QUOTIDIANO" A STELLE E STRISCE», QUELLO INTRISO A TUTT'OGGI DI SUPREMATISMO, RAZZISMO E SEGREGAZIONISMO (QUANDO NON DI "APERTO FASCISMO"!), RESO ANCOR PIÙ PERICOLOSO E DEVASTANTE DAL FATTO CHE INTERI STRATI DELLA POPOLAZIONE SONO, COME NOTO, "ARMATI FINO AI DENTI"! EBBENE, TUTTA UNA SERIE DI COMPORTAMENTI E ATTEGGIAMENTI CINICI E VIOLENTI VENGONO FORTEMENTE AMPLIFICATI, FRA L'ALTRO, DALLA "POTENTE INDUSTRIA MEDIATICA D'OLTROCEANO", LA QUALE ESPORTA INCESSANTEMENTE, SUI MERCATI GLOBALI, UNA "VALANGA DI PRODOTTI AUDIOVISIVI CHE ESIBISCONO ED ESALTANO SENZA FRENI LE PEGGIORI PULSIONI DI CUI GLI ESSERI UMANI (O CIÒ CHE RESTA DI ESSI!) POSSANO RIVELARSI CAPACI", OVVIAMENTE BATTENDO LA GRANCASSA SUL "DOGMA IGNOBILE QUANTO INDISCUTIBILE DEL SISTEMA CAPITALISTICO": «ARRAFFARE SOLDI, SOLDI, E POI ANCORA SOLDI IN OGNI MODO E CON OGNI MEZZO, PERCHÉ SOLO COSÍ, "IN QUESTO MONDO STRAVOLTO", SEI "QUALCUNO"»!!!
EVIDENTEMENTE, NON PAGHI DI DEDICARSI COL CLASSICO FERVORE IDEOLOGICO ALLA «COLONIZZAZIONE DEGLI IMMAGINARI COLLETTIVI DEL RESTO DEL MONDO», I «PADRONI DEL VAPORE MADE IN USA» ORA (MA NON CERTO DA OGGI!) LASCIANO CHE ANCHE I LORO "BENESTANTI QUANTO DISTURBATI RAMPOLLI" VENGANO IN CARNE ED OSSA A METTERE IN PRATICA, QUI DA NOI, QUANTO ZELANTEMENTE APPRESO NEL CORSO DI UNA "EDUCAZIONE A DIR POCO DISTORTA"! DEL RESTO, ANCHE QUESTO RICADE ALL'INTERNO DI UN ALTRO "SOMMO DOGMA DEL TURBOCAPITALISMO ALL'AMERIKANA": «SEMPRE E IN OGNI MODO FANATICI SOVRANISTI/NAZIONALISTI E "PROTEZIONISTI" IN CASA PROPRIA, MA PIÙ CHE MAI FEROCI IMPERIALISTI/GLOBALISTI E "LIBERISTI" IN CASA ALTRUI»!!!

martedì 23 luglio 2019

ALL'EPOCA DEL: «NON SI AFFITTA A CANI E ITALIANI»!!!

Concetto Vecchio, "Cacciateli! Quando i migranti eravamo noi", Feltrinelli 2019

Presentazione
«James Schwarzenbach, un editore colto e raffinato di Zurigo, rampollo di una delle famiglie industriali più ricche della Svizzera, cugino della scrittrice Anne Marie Schwarzenbach, a metà degli anni sessanta entra a sorpresa in Parlamento a Berna, unico deputato del partito di estrema destra Nationale Aktion, e come suo primo atto promuove un referendum per espellere dalla Svizzera trecentoquarantamila stranieri, perlopiù italiani. È l’inizio di una campagna di odio contro gli emigrati italiani che dura anni e che sfocerà nel referendum del 7 giugno 1970, quando Schwarzenbach, solo contro tutti (giornali, establishment, Confindustria sono schierati su posizioni opposte), perderà la sua sfida solitaria per un pelo. Com’è stato possibile? Cosa ci dice del presente questa storia dimenticata? E come si spiega il successo della propaganda xenofoba, posto che la Svizzera avrà dal 1962 al 1974 un tasso di disoccupazione inesistente e sono stati proprio i lavoratori italiani, i Gastarbeiter richiamati in massa dal boom economico, a proiettare il paese in un benessere che non ha eguali nel mondo? Eppure Schwarzenbach, a capo del primo partito antistranieri d’Europa, con toni e parole d’ordine che sembrano usciti dall’odierna retorica populista, fa presa su vasti strati della popolazione spaesata dalla modernizzazione, dalle trasformazioni economiche e sociali e dal ’68. Schwarzenbach fiuta le insicurezze identitarie e le esaspera. “Svizzeri svegliatevi! Prima gli svizzeri!” sono i suoi slogan, mentre compaiono le inserzioni “Non si affitta a cani e italiani”. In una serrata inchiesta fra racconto e giornalismo, Concetto Vecchio fa rivivere la stagione dell'emigrazione di massa, quando dalle campagne del Meridione e dalle montagne del Nord si andava in cerca di fortuna all'estero. E in un viaggio nella memoria collettiva del nostro Paese, nell'Italia povera del dopoguerra, raccoglie le voci degli emigrati di allora e sottrae all'oblio una storia di ordinario razzismo di cui i nostri connazionali furono vittime.»