Marco Travaglio, "Ultimissime sull’Apocalisse"
Il Fatto Quotidiano del 5 Mag 2019
«Digiuno come sono di economia, attendo da 10 mesi che si avverino le
previsioni degli esperti sui licenziamenti di massa e il crollo
dell’occupazione per il decreto Dignità. Breve riepilogo per smemorati.
“Le imprese: ‘Non faremo più assunzioni. E a rimetterci saranno sempre i
lavoratori’. Santo Versace: ‘Motta e Alemagna fallirono perché il
giudice diede a tutti contratti stabili’” (La Stampa, 29.6). “Decreto
imbecillità: Di Maio fa la guerra ai precari per facilitare la
disoccupazione” (Libero, 3.7). “Rischi in agguato. Colpo al mercato del
lavoro, senza le contromisure. Una fuga all’indietro verso l’ideologia
del passato, quella che per anni e anni abbiamo faticato a metterci alle
spalle” (Oscar Giannino, Messaggero, 3.7). “Tante regole e poca
dignità” (Roberto Mania, Repubblica, 3.7). “Senza Dignità. Mazzata
all’economia. Passa il decreto dignità di Di Maio: a rischio migliaia di
posti di lavoro” (il Giornale, 3.7). “Salvini fermi i nuovi comunisti”
(Alessandro Sallusti, ibidem). “Di Maio fa saltare 100mila posti di
lavoro. Rivolta degli artigiani”, “Subito in fumo 100mila posti. Ira
delle imprese sul governo. L’Unione artigiani di Milano: ‘Non
rinnoveremo più i contratti a termine’. Ecco il danno per il sistema
Italia”, “Il decreto dettato dalla Cgil: ‘I 5Stelle sono il nuovo Pci’”,
“Anche Confindustria attacca: ‘Tutto sbagliato, il piano finirà per
creare più disoccupati senza risolvere il nodo della precarietà’” (il
Giornale, 4.7). “Molte aziende falliranno per colpa di queste regole”
(Matteo Zoppas, presidente Confindustria Veneto, La Stampa, 4.7).
“Imprese e calcio contro il decreto sui contratti. ‘Meno occupati’”
(Corriere, 4.7). “Salvare le imprese dalla gogna populista. Mobilitarsi.
Molta Cgil, poca dignità. Il decreto Di Maio è un colpo non al
precariato ma all’occupazione. La Gigi Economy è la cultura del sospetto
applicata al mondo dell’economia. Contro un nuovo orrendo pauperismo di
massa” (rag. Claudio Cerasa, il Foglio, 4.7). “La svolta ‘comunista’ di
Di Maio spaventa le imprese” (Il Dubbio, 4.7). “Di Maio piace ai
compagni perché è un comunistello. Supera a sinistra Landini. Sindacati e
vecchi arnesi entusiasti del decreto dignità di Giggino, che invece
terrorizza gli imprenditori” (Libero, 4.7). “Lite sul decreto: contratti
a rischio” (Messaggero, 4.7). “Il decreto dignità è un disastro. Un mix
di incompetenza e populismo. Aumenteranno i disoccupati” (Carlo
Calenda, Pd, La Stampa, 6.7).
“Berlusconi smonta il dl Dignità:
‘A rischio un milione di posti. Penalizza le aziende e favorisce il
nero’” (il Giornale, 9.7). “Sul fronte del lavoro, nei freddi numeri
della Ragioneria dello Stato non si vedono all’orizzonte benefici
occupazionali, ma addirittura il rischio che restino a casa 8mila
persone l’anno, con la stretta sui rinnovi dei contratti determinati”
(Repubblica, 12.7). “80mila posti di lavoro in meno in 10 anni. Sono
quelli che prevede la relazione del decreto dignità. Ma non doveva
essere la Waterloo del precariato? Il problema del lavoro non si risolve
distruggendolo” (Maurizio Martina, segretario reggente Pd, 13.9). “Di
Maio perde sempre più contatto con la crosta terrestre, si mette in
orbite lontane dal nostro pianeta… Siamo ai limiti del negazionismo
economico… Il decreto Dignità comporta un innalzamento del costo del
lavoro… l’evidenza empirica e la teoria economica prevedono unanimemente
un impatto negativo sulla domanda di lavoro. In un’economia con
disoccupazione elevata, questo significa riduzione dell’occupazione. È
difficile stabilire l’entità di questo impatto, ma il suo segno negativo
è fuori discussione” (Tito Boeri, presidente Inps, 14.7). “Di Maio
brucia 80.000 posti. E lo scrive pure. Il decreto Dignità farà calare il
numero di occupati” (Libero, 14.7). “Berlusconi a Salvini: i grillini
sfasciano l’Italia. Massacrano chi produce”, “Il ‘miracolo’ gialloverde.
Bruciati in pochi giorni 500mila posti di lavoro”, “Il paradosso: meno
assunti con le nuove norme sui contratti a termine” (il Giornale, 15.7),
“Siamo passati dalla promessa di un milione di posti di lavoro,
all’assicurazione di bruciarne almeno mezzo milione” (Nicola Porro,
ibidem).
“La stima di 8 mila posti persi è ottimistica” (Boeri,
19.7). “Quello non è il decreto dignità, è il decreto disoccupazione. Di
Maio non è il ministro del lavoro, è il ministro della disoccupazione”
(Matteo Renzi, senatore Pd, 24.7). “L’ira degli industriali veneti: la
Lega accetta il decreto per un barcone in meno” (Corriere, 25.7).
“Decreto Dignità. Una mamma è la prima vittima: ‘Perdo il lavoro’”
(Repubblica, 27.7). “Imprenditori e operai si ribellano a Di Maio:
aumenta la precarietà. Il vicepremier toglie dignità ai lavoratori.
Industriali, artigiani, commercianti: scatta il ‘vaffa’ contro le nuove
regole sui contratti” (Libero, 28.7). “Questo è un decreto
disoccupazione. Ci sono migliaia di cittadini che rischiano il
licenziamento e la fine del contratto a tempo determinato. La propaganda
M5S si scontra con la realtà. Di Maio risponda a chi rischia il posto
per effetto del decreto” (Martina, Pd, Corriere, 25.7). “Governo al
bivio, cresce il grido di allarme. Il disagio degli imprenditori”
(Luciano Fontana, Corriere, 29.7). “Ignoranza al potere. 5Stelle allo
sbando. Decreto Di Maio, a rischio 7mila prof” (il Giornale, 29.7).
“Ridare dignità a chi crea lavoro. Girotondo di imprenditori in
subbuglio per un governo da panico. Ecco perché da Udine a Varese, da
Milano a Foggia, per le imprese ora l’incertezza rischia di diventare
legge ora che Di Maio il lavoro potrebbe toglierlo per decreto” (Il
Foglio, 2.8). “Foodora vede i grillini e fugge. Fuori una: ora è rischio
esodo. La battaglia sui precari della gig economy è già finita, ma
intanto l’azienda più virtuosa pedala oltre confine” (il Giornale, 4.8).
“Il Dl Dignità è legge. La Lega si vergogna di Di Maio. Ok alle norme
suicide di M5S”, “Di Maio, il ministro del lavoro (nero)” (il Giornale,
8.8). “Allarme Federmeccanica: il 30% delle imprese non rinnoverà i
contratti per il decreto Dignità. Assolavoro: almeno 53 mila persone non
potranno essere riavviate al lavoro per il limite massimo dei 24 mesi
(La Stampa, 6.12). “Tute blu, effetto ‘Dignità’: a rischio un posto su
tre” (il Giornale, 6.12). “Allarme decreto Dignità: a gennaio salta il
rinnovo di oltre 53 mila contratti” (Messaggero, 6.12). “Miracoli e
catastrofi del decreto dignità” (Il Foglio, 17.12). “Il decreto dignità
di Di Maio fa danni enormi: solo a gennaio in 53mila perderanno il
lavoro” (Luca Lotti, deputato Pd, Corriere, 17.12). “Già persi 600mila
posti di lavoro” (il Giornale, 22.12). “Crotone. Cacciati in 400 per il
decreto dignità. La denuncia della Slc Cgil: ‘Solo in Calabria 1500
contratti a rischio’” (Repubblica, 16.1). “Centinaia di migliaia di
occupati in meno, circa 250mila solo nel mercato gestito dalle agenzie
per il lavoro. Sono le prime conseguenze del decreto dignità” (il
Foglio, 24.1). “Il grande ‘successo’ del decreto Dignità. Salgono del 5%
le domande di disoccupazione” (Libero, 25.1). “Il lavoro al tempo dei
gialloverdi. Incertezza e burocrazia. Gli industriali giudicano il dl
Dignità firmato Di Maio, 7 mesi dopo. Che ha prodotto un incremento
minimo. E precario” (Espresso, 17.3).
Ora l’Istat comunica che a
marzo 2019 gli occupati sono aumentati di 60mila unità rispetto a
febbraio e di 114 mila rispetto marzo 2018, soprattutto con contratti
stabili (+44mila); e la disoccupazione è scesa al 10,2%, specie fra i
giovani e le donne. Da gennaio a marzo 2019, dopo l’assestamento del Dl
Dignità in vigore da novembre, l’occupazione cresce sui tre mesi
precedenti (+0,2%, pari a +46 mila), calano i dipendenti a termine
(-1,0%, -31 mila), aumentano gli indipendenti (+0,3%, +14 mila) e
soprattutto i dipendenti permanenti (+0,4%, +64 mila).
Ma i
profeti di sventura non disperino: andrà certamente peggio nel prossimo
trimestre. Infatti Repubblica già titola tutta bagnata: “Il caso Italia.
Europa, pronta la stangata”. Anch’io non vedo l’ora, dunque mi rivolgo,
da profano, ai suddetti esperti: quando partono i licenziamenti di
massa? Quando arrivano le cavallette? Si sa niente dell’Apocalisse?»