giovedì 7 marzo 2019

A PROPOSITO DI «FIDUCIA»!!!

In rapporto alle recenti "pessimistiche" esternazioni delle più diverse ISTITUZIONI FINANZIARIE, comunque la si pensi e si sia "schierati", non è possibile non rilevare quanto segue:
1) secondo l'ultimo report dell'OCSE, la RECESSIONE è iniziata già dal maggio 2018, e quindi, semmai, È UN DIRETTO PORTATO DELLE "PRECEDENTI POLITICHE ECONOMICHE EROPEE E ITALIOTE"!.
2) ESSA, tuttavia, è dovuta soprattutto a VARI FATTORI PER COSÍ DIRE "ESOGENI" (ma forse potremmo dire GLOBALI!), tra cui spiccano la CHIARA FRENATA DELLA "LOCOMOTIVA CINESE", e l'OTTUSA GUERRA DEI DAZI SCATENATA DAL "SOVRANISTA SS-TRUMP E DAI SUOI ACCOLITI"!;
3) ora, è opinione diffusa, persino fra "esperti e analisti", che UNA VARIABILE FONDAMENTALE DELLE "RECESSIONI", E PIÙ IN GENERALE DELLE "CRISI ECONOMICHE" (specie, si presume, QUELLE PIÙ GRAVI!) consista nel «PESANTE CROLLO VERTICALE DELLA "FIDUCIA" SIA NEI PRODUTTORI CHE NEI CONSUMATORI»!
EBBENE. In verità, è da almeno un paio di decenni che si "respira" (per modo di dire!) nel mondo un'ATMOSFERA ASSAI INSTABILE, PER NON DIRE "DECISAMENTE CAOTICA", genialmente sintetizzata in uno slogan, comparso fra l'altro su molti muri, che a nostro avviso restituisce perfettamente lo «STATO DELLE COSE»: «NEMMENO IL FUTURO È PIÙ QUELLO DI UNA VOLTA»!
ALLORA. Se «QUALCUNO», con la "scusa" (e sia detto senza voler affatto sminuire la FOLLE PERICOLOSITÀ DI CERTE "SUBCULTURE VIOLENTE"!) del TERRORISMO DI MATRICE ISLAMICA, ha inaugurato il NUOVO MILLENNIO con L'ESPORTAZIONE DI TREMENDI CONFLITTI CHE SEMBRANO AVER GENERATO "SOLO" «NUOVA, MAGGIORE INSTABILITÀ GLOBALE» (NONCHÉ «MIGRAZIONI BIBLICHE»!); se poco dopo «QUALCUN ALTRO», cavalcando slogan come "TUTTI, MA PROPRIO TUTTI FINALMENTE PROPRIETARI DI UNA CASA!" o "ARRICCHITEVI FACENDO FRUTTARE AL MASSIMO LE VOSTRE LIQUIDAZIONI O I VOSTRI RISPARMI DI UNA VITA!", HA GENERATO/INDOTTO "SOLO" UNA «MICIDIALE E SPAVENTOSA CRISI ECONOMICO-FINANZIARIA MONDIALE, BRUCIANDO IN UN ATTIMO QUEGLI STESSI "RISPARMI DI UNA VITA", E QUINDI CALPESTANDO E GETTANDO NELLA DISPERAZIONE MILIONI DI PERSONE, "COMPRESE QUELLE RELATIVAMENTE BENESTANTI" (E FIGURARSI I «GIÀ MALESTANTI»!)»; se infine, in aggiunta a tutto ciò, non possiamo proprio fare a meno di SUBIRE I TERRIBILI CONTRACCOLPI DI «MADRE NATURA», EVIDENTEMENTE STUFA DI ASSORBIRE SILENTE "LE NOSTRE FOLLI, RIPETUTE ANGHERIE", ALLORA ci dicano, i "solerti esperti e analisti": davvero è possibile avere ancora una qualche FIDUCIA in «"QUESTO" SISTEMA/MODELLO DI PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E CONSUMO, LO STESSO CHE HA APPUNTO CONDOTTO L'UMANITÀ (O "QUEL CHE NE RIMANE"!) AD "UNO DEI LIVELLI DI MASSIMA SFIDUCIA DELLA E NELLA STORIA"»?!?
Mi pare giusto chiudere con un luminoso detto del grande Karl Kraus: «SE QUALCUNO HA QUALCOSA DA DIRE, SI ALZI IN PIEDI E TACCIA»!!!

Un grande Marco Travaglio sul «TAV»!!!

IL TRENO DI SPADE
di Marco Travaglio | 7 Marzo 2019

«Quando c’era da decidere sul gasdotto Tap, i 5Stelle erano contro e la Lega era pro: Conte fece il presidente del Consiglio e, in base all’analisi giuridica sui costi-benefici, decise che ormai i rischi di pagare i risarcimenti previsti dal trattato internazionale erano troppo alti. E decise il sì, per la gioia di Salvini e la figuraccia di Di Maio, Di Battista&C. che avevano promesso l’opposto. I 5Stelle, per disciplina di governo, ingoiarono il rospo e tutti i pesci in faccia made in Salento. Ora la scena si ripete sul Tav: M5S contro e Lega pro. E Conte rifà il presidente del Consiglio, analisi costi-benefici economica e giuridica alla mano: convoca i due litiganti con i rispettivi tecnici (Di Maio e Toninelli si portano il prof. Ramella, che ha steso l’analisi con Ponti e altri tre colleghi; Salvini si porta Siri, 1 anno e 8 mesi per bancarotta fraudolenta) e ascolta le eventuali obiezioni, finora sempre millantate ma mai messe nero su bianco dalla Lega, alle 80 pagine dei tecnici governativi. Poi decide: se questi verranno smentiti con dati attendibili, il Tav si farà; se no, non si farà e i bandi del costruttore italo-francese Telt andranno bloccati. Anche perché l’analisi del governo quantifica il mega-spreco di denaro pubblico (2,5 miliardi italiani, più 4,5-5,5 francesi ed europei) e chi non lo scongiura ne risponde patrimonialmente alla Corte dei conti per danno erariale.
A quel punto la Lega ha due sole opzioni: o si uniforma alle decisioni del suo premier per disciplina di governo, come i 5Stelle sul Tap, e accetta l’idea che un governo di coalizione non può restare paralizzato su ogni cosa dai veti incrociati, dunque ora cede un partner e ora cede l’altro; oppure sfiducia il suo premier e apre la crisi di governo. Così si capisce se Salvini è sincero, quando dice di voler governare per cinque anni e rifiuta le avance di B., oppure mente anche su quello. Quando firmò con Di Maio il Contratto, in cui il M5S aveva preteso di inserire l’impegno a “ridiscutere integralmente” il Tav, sapeva benissimo che quello per i suoi partner era un punto dirimente al pari dell’Anticorruzione e del Reddito di cittadinanza, come per lui il Dl Sicurezza e il Dl Legittima difesa. Quindi il redde rationem di oggi non è una sorpresa dell’ultima ora: è uno snodo prevedibile, anzi scontato, che tutti dovevano mettere in conto, specie dopo il voto pilotato degli iscritti M5S sul processo Diciotti. Con l’aggiunta della devastante analisi costi-benefici del governo e della mozione parlamentare approvata da 5Stelle e Lega il 19 febbraio che impegna l’esecutivo a “ridiscutere integralmente” il Tav.
Se sul Tav cadrà il governo, sarà perché l’ha voluto Salvini: e non per difendere l’opera, che non serve a nessuno, men che meno a lui, ma per scopi ben più inconfessabili, che è bene far emergere quanto prima. Così com’è stato un bene che emergesse il tradimento degli intellettuali e dei media, che sul buco del Tav hanno dato il peggio di sé, a rimorchio dei loro mandanti politico-affaristici, a colpi di fake news, ipocrisie, imposture e doppiopesismi. Le collezioni dell’Espresso pullulano di inchieste ferocissime sull’inutilità dell’opera, da quella di Tommaso Cerno nel 2013 (“I No Tav sono un intero popolo”, “Tre generazioni appese al destino di un treno da 300 km l’ora. Nonni, figli e nipoti in guerra contro un mostro d’acciaio… La Val Susa ha tutta l’aria di un’italica striscia di Gaza…”) a quella di Giovanni Tizian nel 2016 (“Tav, e intanto si spreca. Le talpe continuano stancamente a scavare. Ma nessuno crede più a un modello di ‘grande opera’ superato dai fatti. E dal buon senso”). Poi più nulla. Report di Milena Gabanelli, nel 2011, mandò un inviato in Val Susa a dimostrare l’inutilità del Tav per mancanza di merci: “Lo pagheranno – concluse Milena – i nostri figli disoccupati”. Poi, silenzio anche alla Rai.
Repubblica pubblicava le inchieste di Luca Rastello sulla grande bufala del Corridoio 5 Lisbona-Kiev (poi raccolte nel saggio Binario morto) e i commenti di Adriano Sofri sul “Partito Preso, cioè quello che dice ‘ormai non si può più tornare indietro’ e non spiega mai perché. Il Partito dell’Ormai. Il Tav è una nuova religione rivelata, fondata su un mistero sacro, calato dall’alto, quindi indimostrabile ma indiscutibile: il dogma dell’Immacolata Costruzione”. Ora Repubblica tifa Tav senza se e senza ma. Sempre nel 2012 ben 360 professori universitari e professionisti firmarono sul Sole 24 Ore l’appello di Marco Ponti e Sergio Ulgiati al governo Monti perché, dopo il no alle Olimpiadi di Roma 2020, fosse altrettanto coraggioso cancellando lo spreco ben più cospicuo del Tav, citando studi del Politecnico di Milano e di Oxford (“La peggiore infrastruttura è sempre quella che viene costruita”: studio delle previsioni sballate su 260 mega-infrastrutture trasportistiche in ben 20 nazioni). Poi, salvo rare eccezioni, tutti zitti. Nel 2013 persino Renzi, nel libro Oltre la rottamazione, definiva il Tav “investimento fuori scala e fuori tempo… iniziativa inutile… soldi impiegati male” e invitava lo Stato a “uscire dalla logica ciclopica delle grandi infrastrutture e concentrarsi sulla manutenzione delle scuole e delle strade”, anche per “creare posti di lavoro più stabili”. Ora è Sì Tav. Nel 2017, su lavoce.info, Carlo Cottarelli firmò un altro appello di Ponti con 41 professori del Politecnico di Milano contro il Tav perché “analisi indipendenti… mostrano flussi di traffico, attuali e prospettici, così modesti da poter escludere che sia opportuno realizzarla nella forma prevista”. Ora firma addirittura pseudo-analisi pro Tav. Nel 1927 Julien Benda scrisse un pamphlet sul Tradimento dei chierici, cioè degli intellettuali. Non aveva ancora visto all’opera i nostri chierichetti e i nostri sacrestani.»

domenica 3 marzo 2019

IL «TAV DI MAMMONA»!!!

È CHIARO CHE IL «TAV», PUR NELLA SUA "PRESSOCHÉ TOTALE INSIGNIFICANZA", È DIVENUTO OGGI IL "SIMBOLO DI UNA FEROCE CROCIATA", MA NON PER "LIBERARE LA TERRASANTA", BENSÍ PER "CONTINUARE A FAR AFFLUIRE INGENTI PROFITTI NELLE TASCHE DI MAMMONA" (come noto, «Il termine "Mammona" viene usato nel Nuovo Testamento per personificare il profitto, il guadagno e la ricchezza materiale, generalmente con connotazioni negative, e cioè accumulato in maniera rapida e disonesta ed altrettanto sprecato in lussi e piaceri.»)!!! COME SPIEGARE, ALTRIMENTI, IL «FURIOSO TAM-TAM MEDIATICO A RETI UNIFICATE» (CONNATURATO SERVILISMO A PARTE, OVVIO!), SE NON CON LA VERA E PROPRIA OFFENSIVA DELLA «POTENTE E ARROGANTE LOBBY DELL'ALTA VELOCITÀ VALSUSINA», IMMANCABILMENTE COADIUVATA DA TALUNI, NON MENO ARROGANTI, «OLIGARCHI POLITICI APPARTENENTI AL "VECCHIO ESTABLISHMENT PARTITICO"»?!?

«Dovranno passare sul mio corpo», avverte Sergio Chiamparino, ultimo guardiano politico della linea Tav Torino-Lione. Clinicamente morto, come progetto strategico, il Tav della valle di Susa resta il supremo totem del super-potere oligarchicoche ha fatto carne di porco della democrazia europea, criminalizzando ogni voce di dissenso. Banche, partiti, mafia e maxi-opere: per 25 anni le grandi lobby hanno dettato legge, affidando interi tratti della rete ferroviaria superveloce direttamente alla criminalità organizzata, come denunciato da Ferdinando Imposimato. Nel suo “Libro nero dell’alta velocità”, un analista come Ivan Cicconi vede “il futuro di Tangentopoli”, tra «scelte note e occulte, bugie consapevoli e inconsapevoli», come il “finto” finanziamento privato. Il giallista Massimo Carlotto spiega che le grandi opere sono notoriamente «una lavanderia per riciclare denaro sporco». Rischi sistemici inevitabili? Inconvenienti in agguato in ogni maxi-appalto? Ma nel caso della valle di Susa è peggio: perché l’ipotetica linea-doppione, fotocopia dell’attuale Torino-Modane che già collega Italia e Francia via traforo del Fréjus, è completamente inutile. Lo dicono 360 esperti dell’università italiana e lo conferma la stessa autorità elvetica incaricata dall’Ue di monitorare i trasporti transalpini. L’utilità della Torino-Lione? Una leggenda metropolitana. Ma non per Sergio Chiamparino e il gruppo di potere che rappresenta.» (...)

«... tra le macerie dell’ex centrosinistra, tutto quello che riesce a pigolare il Pd è la paura che venga cancellato il maxi-appalto del secolo, per il super-treno che nessuno vuole – a parte Chiamparino e la potente lobby dell’alta velocità valsusina, che in trent’anni non ha mai trovato modo di spiegare, al popolo, a cosa (e a chi) servirebbe davvero, quel maledetto treno, destinato a restare in eterno – secondo tutti gli esperti – nient’altro che un patetico, miliardario binario morto.»

ALTRO CHE «SINISTRA»!!!

DELLA SERIE: QUELLI «SEDICENTI DI SINISTRA»!, I QUALI INVECE DI ORGANIZZARE I LAVORATORI CONTRO LA «GABBIA NEOLIBERISTA» CHE LI VUOLE «RICATTABILI CON SALARI DA FAME» (PERALTRO, ALIMENTANDO COSÍ «LE GUERRE FRA POVERI»!), TROVANO VERGOGNOSO L'«UMANISSIMO PROPOSITO DI INNALZARE LE MISERRIME CONDIZIONI DI VITA DI UNA MOLTITUDINE DI DISAGIATI AL LIVELLO DELLA "SOPRAVVIVENZA APPENA DIGNITOSA"»!... MA VERGOGNATEVI «VOI»!!!
ECCO UN "BRILLANTE CAMPIONE" DI QUEL «VOI»:
«... quando si trattava di ingolosire investitori esteri a venire qui (ottobre 2016), il Ministero dello Sviluppo Economico stampò e diffuse delle belle brochure colorate dove si leggeva: “Un ingegnere in Italia guadagna mediamente in un anno 38.500 euro, mentre in altri Paesi lo stesso profilo ha una retribuzione media di 48.500 euro l’anno”. Tradotto: venite qui che costiamo meno, veniamo via con poco, due cipolle e un pomodoro. Un vero e proprio vanto (ancora da quella brochure): “I costi del lavoro in Italia sono ben al di sotto dei competitor come Francia e Germania”. Che culo, eh! Il ministro era – lo dico senza ridere – Carlo Calenda.»

sabato 2 marzo 2019

ANCORA A PROPOSITO DI «POPULISMO»!!!

«Cohen contro Trump: "Farabutto con visione idiota. Sapeva delle email rubate alla Clinton"»!

QUANTE ANALOGIE COL «POPULISTA DI ARCORE», SUO "PRECURSORE"!:
LA CAPACITÀ DI SFORNARE «UNA VALANGA DI MENZOGNE A TUTTO CAMPO», E CON «INCREDIBILE FACCIA TOSTA»; L'INFAME UTILIZZO DELLA «MACCHINA DEL FANGO E DEL RICATTO CONTRO AVVERSARI POLITICI»; LA SISTEMATICA INCLINAZIONE ALLE «FRODI E ALL'EVASIONE FISCALE»; LA MEGALOMANIA CONCLAMATA, RAFFORZATA DALL'IDEA SENZA SCRUPOLI DI «POTER COMPRARE TUTTO E TUTTI»; GLI IMMANCABILI, «MISERI SCANDALI SESSUALI»... IN QUESTO CASO, «CONIGLIETTE», DA NOI, «ESCORT O OLGETTINE»...!
MI RACCOMANDO, «"PANZE NON PENSANTI" DI TUTTO IL MONDO»: CONTINUATE PURE A VOTARE «FACCENDIERI MILIARDARI, PIÙ O MENO ROZZI, COMUNQUE "REAZIONARI"», CAPACI SENZ'ALTRO DI «CURARE INTERESSI», MA GIAMMAI I «VOSTRI»!!!