martedì 5 settembre 2017

QUANDO LA «PSEUDO-SINISTRA SCIMMIOTTA LA DESTRA»!!!

Ottimo, questo articolo di Emiliano Brancaccio (pubblicato ne "L'Espresso" del 6 agosto 2017, alle pp. 80-81), che vale qui la pena di riassumere e chiosare!
Titolo e sottotitolo: «Si chiama destra il morbo della sinistra. Entrata in crisi al guinzaglio dei liberisti rischia di scomparire in coda agli xenofobi.» PERFETTO!!!
Intro: «Il declino dei partiti del socialismo europeo è oggetto in questi mesi di nuove interpretazioni. Passata di moda l'idea blairiana dell'obsolescenza della socialdemocrazia e dell'esigenza di una "terza via", sembra oggi farsi strada una tesi più affine al senso comune: la sinistra è in crisi perché una volta al governo ha attuato politiche di destra. Con un certo zelo, potremmo aggiungere.» INECCEPIBILE!!!
Tesi 1) Politiche del mercato del lavoro: «Una parte cospicua delle riforme che hanno contribuito in Europa a diffondere il precariato è imputabile a governi di ispirazione socialista. In molti paesi, tra cui l'Italia e la Germania, il calo più significativo degli indici di protezione del lavoro calcolati dall'OCSE è avvenuto sotto maggioranze parlamentari di sinistra. Con quali risultati? La ricerca scientifica in materia ha chiarito che questo tipo di riforme non contribuisce ad accrescere l'occupazione. Con buona pace per i nostrani apologeti del Jobs Act, questa evidenza è ormai riconosciuta persino dalle istituzioni internazionali maggiormente favorevoli alle deregolamentazioni del lavoro. (...) le politiche di flessibilità dei contratti non hanno, in media, effetti statisticamente significativi sull'occupazione. Ricerche recenti del Fondo [Monetario Internazionale] e di altri, inoltre, indicano che minori protezioni del lavoro sono associate a un aumento degli indici di disuguaglianza tra i redditi. Dinanzi a simili evidenze, non si può dire che siano fioccati molti ripensamenti da parte dei leader socialisti che hanno promosso tali politiche. Quasi tutti, anzi, ancora oggi sostengono la validità delle loro scelte.» INOPPUGNABILE!!!
Tesi 2) Privatizzazioni: «Una parte rilevante delle vendite di Stato avvenute in Europa nell'ultimo quarto di secolo è stata realizzata da governi di sinistra, tra cui quelli italiani ancora una volta in prima linea. Gli esponenti di tali esecutivi hanno giustificato le dismissioni in base a un'idea di inefficienza dell'impresa pubblica molto diffusa nel dibattito politico, ma che nella letteratura specialistica non trova adeguati riscontri empirici. L'OCSE, un'istituzione tra le più avverse alla proprietà statale dei mezzi di produzione, ha pubblicato nel 2013 uno studio da cui si evince che le grandi imprese pubbliche presenti nella classifica di Forbes registrano un rapporto tra utili e ricavi significativamente superiore rispetto alle imprese private e un rapporto tra profitti e capitale pressoché uguale. Lungi dall'approfondire queste analisi e avviare una riflessione critica sulle passate privatizzazioni, i vertici dei partiti socialisti appaiono tuttora ancorati alle vecchie credenze e risultano spiazzati dall'onda di riacquisizioni statali che è seguita alla crisi del 2008.» IMPECCABILE!!!
Tesi 3) Politiche di liberalizzazione finanziaria e di apertura ai movimenti internazionali di capitali: «I partiti socialisti hanno sostenuto senza indugio tali misure. La favola della globalizzazione dei capitali quale fattore di stabilità, di pace e di emancipazione sociale è entrata a far parte dei punti programmatici fondamentali di tali forze politiche e ha soppiantato la vecchia e per certi versi opposta parola d'ordine dell'internazionalismo operaio. Dopo la grande recessione mondiale e la successiva crisi dell'eurozona, persino nei rapporti del Fondo Monetario Internazionale e delle altre istituzioni favorevoli alla liberalizzazione dei flussi finanziari sono state espresse grandi preoccupazioni circa gli effetti destabilizzanti della indiscriminata libertà di circolazione internazionale dei capitali. I leader socialisti tuttavia sono sembrati disorientati dal nuovo corso, per molti versi incapaci di adeguarsi al cambiamento interpretativo. Come novelli zelig, alla compulsiva ricerca di un'identità alla quale conformarsi, i partiti socialisti hanno insomma applicato le ricette tipiche della destra liberista senza badare ai loro effetti reali, e con una determinazione talvolta persino superiore a quella delle istituzioni che le avevano originariamente propugnate.» INOPPUGNABILE, MA CON UNA "FONDAMENTALE RISERVA" CHE ESPLICITEREMO IN CODA!!!
Conclusioni dell'articolo: «La tendenza a scimmiottare l'avversario politico tuttavia non si esaurisce nell'emulazione dei liberisti. C'è infatti una nuova tentazione che caratterizza la più recente propaganda della sinistra europea di governo e che a sprazzi sembra affiorare anche tra gli slogan delle forze emergenti guidate da Corbyn e da Melenchon, apertamente critiche verso le vecchie apologie del libero mercato. È la tentazione di emulare un'altra destra, quella xenofoba, proprio sul tema dell'immigrazione. Segnali di questa forma inedita di camaleontismo si rintracciano anche in Italia, dove sempre più frequentemente il Partito Democratico sbanda nella direzione delle più triviali rivendicazioni securitarie contro l'immigrazione (...) Se al guinzaglio della destra liberista la sinistra è entrata in crisi, in coda alla destra xenofoba la sinistra rischia di sparire dal quadro politico internazionale. La sinistra può prosperare solo se radicata nella critica scientifica del capitalismo, nell'internazionalismo del lavoro, in una rinnovata idea prometeica di modernità e di progresso sociale e civile.» SOTTOSCRIVIAMO IL "MONITO", MA ANCHE QUI CON UNA "FONDAMENTALE RISERVA"!!!
PRIMA, "FONDAMENTALE RISERVA".
NON È PROPRIO POSSIBILE PARLARE ANCORA DI "PARTITI SOCIALISTI", VISTO CHE ORMAI DA TEMPO «TUTTI I MAGGIORI PARTITI TRADIZIONALI», COMPRESI QUELLI «SEDICENTI DI SINISTRA» (EMBLEMATICO IL «PdR - PARTITO di RENZI»!)», SONO GUIDATI DA «OLIGARCHIE TRASFORMATESI IN COMITATI D'AFFARI SEMPRE PIÙ STACCATI DALLA LORO BASE» (IN ITALIA, CHIARAMENTE NEL SOLCO DEL «FAMIGERATO MODELLO BURLESKONIANO»)!!!
SECONDA, "FONDAMENTALE RISERVA".
SE CONCORDIAMO APPIENO CON L'IDEA CHE UNA «VERA SINISTRA» PUÒ PROSPERARE SOLO SE «RADICATA NELLA CRITICA SCIENTIFICA DEL CAPITALISMO E NELL'INTERNAZIONALISMO DEL LAVORO», UNA «RINNOVATA IDEA PROMETEICA DI MODERNITÀ» CI LASCIA INVECE ALQUANTO PERPLESSI. NON SOTTOVALUTIAMO CERTO L'IMPORTANZA DI MITI E SIMBOLI, MA PROPRIO PER QUESTO RITENIAMO SIA OGGI PARTICOLARMENTE IMPORTANTE MUOVERE "OLTRE IL PROMETEISMO". SI RILEGGA CON ATTENZIONE IL GRANDE «HANS JONAS», che prese le mosse proprio dal «Prometeo scatenato», per muovere verso «un'etica della responsabilita»: "L'annuncio dell'era tecnologica è antico e Jonas ne coglie l'archetipo nel corso dell'Antigone di Sofocle, in cui l'uomo viene presentato come capace di dominare ogni cosa, tranne la morte. Ma nello stesso momento in cui si dice che l'uomo, in virtù della facoltà «autoappresa» del discorso, del pensiero e del sentimento sociale, è riuscito a costruire una casa per la sua autentica umanità, si dice anche che la violazione della natura e la civilizzazione dell'uomo vanno di pari passo: «Questo omaggio angosciato al potere angosciante dell'uomo narra della sua irruzione violenta e violentatrice nell'ordine cosmico, della sua temeraria invasione nelle varie sfere della natura...». Con il passare del tempo e con la realizzazione del sogno baconiano-faustiano di un dominio illimitato dell'uomo sul mondo è cresciuta anche la vulnerabilità della Terra, sino a generare la possibilità di una catastrofe ecologica comportante l'estinzione totale della vita. Da ciò la necessità di mettere le briglie alla galoppante avanzata di quel «Prometeo scatenato» che è il mondo della tecnica, tramite un'etica non utopica della responsabilità in grado di far fronte alle gravose incombenze dell'età presente". Cfr. Hans Jonas, Il principio responsabilità. Un'etica per la civiltà tecnologica, trad. it., Einaudi, Torino 2009 (ed. orig. 1979!)
COLORO CHE, COME IL SOTTOSCRITTO, SI SONO FORMATI ALLA «GRANDE SCUOLA» (QUELLA DI «FRANCOFORTE»!) DI «ADORNO E HORKHEIMER», FACENDO TESORO FRA L'ALTRO DELLA LORO FONDAMENTALE «DIALETTICA DELL'ILLUMINISMO» (A PROPOSITO DEL «DOMINIO INCONTROLLATO SULLA NATURA ESTERNA E INTERNA AGLI ESSERI UMANI, CHE FINISCE PER ROVESCIARSI FATALMENTE IN AUTODISTRUZIONE»!), TROVANO TALI QUESTIONI NON SOLO ESTREMAMENTE FAMILIARI, MA DI UN'URGENZA OGGI NON PIÙ SOTTOVALUTABILE, NÉ, TANTOMENO, RINVIABILE!... DA QUI, INSOMMA, OCCORRE RIPARTIRE, «NELLA TEORIA QUANTO NELLA PRAXIS»!!!
 

giovedì 31 agosto 2017

CONTRO IL «FASCIORAZZISMO»!!!

IL FASCISMO, FONDAMENTALMENTE, NON È MAI STATO ALTRO CHE IL «RINGHIOSO CAGNACCIO DA GUARDIA DEL CAPITALISMO» (VEDI IL SEMPRE FONDAMENTALE SAGGIO DI Ernesto Rossi, "I Padroni del Vapore. La collaborazione Fascismo-Confindustria durante il ventennio", Kaos Edizioni)!... PERCIÒ, NON È ASSOLUTAMENTE POSSIBILE PARLARE DI FASCISMO SENZA PARLARE DI CAPITALISMO, E OGGI, NELLA FATTISPECIE, DI «CAPITALISMO NEOLIBERISTA»!!!

sabato 12 agosto 2017

ERIC J. HOBSBAWM, "IMPERIALISMI": UN SAGGIO DENSO, PIÙ CHE MAI ATTUALE!!!

ERIC J. HOBSBAWM, "IMPERIALISMI", trad. it., Milano, Rizzoli 2007
"In che modo l'odierno impero americano si distingue dagli imperi del passato, come per esempio quello britannico dell'Ottocento? E qual è la caratteristica essenziale del moderno imperialismo dell'unica superpotenza mondiale, alle origini dell'intervento americano in Afghanistan e in Iraq? Per Eric Hobsbawm è la volontà (o piuttosto la velleità) di esportare la democrazia occidentale senza tener conto delle realtà locali, e senza elaborare prima un'efficace strategia di costruzione di uno Stato dalle sue fondamenta. In queste lucide pagine, Hobsbawm manifesta tutta la sua preoccupazione per quello che gli appare un Nuovo Disordine Mondiale."

giovedì 10 agosto 2017

JOHN K. GALBRAITH, «L'ECONOMIA DELLA TRUFFA: STORIA DI UNA CRISI ANNUNCIATA»!

UN GRANDISSIMO TESTO, STRAORDINARIAMENTE APPASSIONANTE E «PROFETICO»!!!
"Crisi economica, scandali finanziari, multinazionali al collasso. Come siamo entrati nell'era dei grandi crack? Secondo Galbraith la radice di questi mali sarebbe da cercare nello strapotere ormai senza limiti delle grandi corporation e dei top manager che, andando ben al di là del terreno a loro proprio, sono in grado di forzare tanto le scelte quotidiane dei cittadini quanto le grandi decisioni politiche. Progressivamente si è affermato un sistema che distorce a suo piacimento la verità, che ha trasformato la speculazione in forma d'ingegno e l'economia del libero mercato nell'antidoto alle disgrazie del mondo. Con ironia e indignazione, Galbraith ci mostra come siano rovinosamente crollati i fondamenti dell'analisi economica che davamo per scontati, dalla sovranità del consumatore alla distinzione tra pubblico e privato, all'idea che il taglio delle tasse rilanci l'economia. E come passo dopo passo si sia affermata una perversa «economia della truffa»: oggi legalizzata e soprattutto socialmente accettata."




martedì 8 agosto 2017

CAPITALISMO - IMPERIALISMO - NEOCOLONIALISMO

UN «SALUTARE RIPASSO STORICO» PER «ITALIOTI IN MALAFEDE, IGNORANTI, IGNAVI O... TRISTI/DEPRESSI» (CIÒ CHE IMPLICA ANCHE GLI «EUFORICI/ESALTATI», COME NOTO «L'ALTRA FACCIA DEL DISAGIO PSICHICO»!!!

giovedì 3 agosto 2017

A PROPOSITO DELL'AUSPICABILE «SVOLTA DELL'OCSE», CHE PIÙ CHE "DI SINISTRA", SAREBBE "DI BUON SENSO»!!!

"Con lavoro, salute e istruzione per combattere i populismi". Così l'Ocse svolta a sinistra."
"Dice addio al neoliberismo l’organizzazione dei Paesi ricchi, da sempre considerata strumento delle élite. Si parla di povertà e migranti. Negli ultimi anni è cresciuto l’impegno contro la corruzione transnazionale: 302 sono le inchieste in corso in 28 Stati".
CI FA CERTO PIACERE CHE PERSINO L'«OCSE» ("l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo fra 35 Paesi che da soli controllano l’80 per cento del prodotto lordo mondiale, cioè del totale della ricchezza prodotta nell’intero pianeta") RICONOSCA FINALMENTE «L'ASSOLUTA INIQUITÀ E LE CATASTROFICHE CONSEGUENZE DI UN SISTEMA SOCIO-ECONOMICO RAPACE, ENERGIVORO E DISTRUTTIVO, QUAL È IL "CAPITALISMO NEOLIBERISTA"»! MEGLIO TARDI CHE MAI, POTREMMO DIRE, SEMPRE CHE SI TROVI DAVVERO IL CORAGGIO E LA VOLONTÀ DI MUOVERE RAPIDAMENTE OLTRE LE "PETIZIONI DI PRINCIPIO E GLI ANNUNCI"! NEL FRATTEMPO, PERÒ, TANTO NEGLI USA QUANTO IN EUROPA CONTINUIAMO AD ASSISTERE ALLA PEGGIORE, MISERA MESSA IN SCENA DEL PIÙ «GRETTO E SQUALLIDO INTERESSE NAZIONALISTICO», CONDITO, MANCO A DIRLO, DEL PIÙ «BIECO PROTEZIONISMO»! E SE DAL «ROZZO, INCOLTO E REAZIONARIO FACCENDIERE/PALAZZINARO D'OLTREOCEANO» POTEVAMO TRANQUILLAMENTE ASPETTARCELO, BEN ALTRE ASPETTATIVE AVEVA INVECE SUSCITATO L'AVVENTO DEL «CONVINTO EUROPEISTA MACRON», CHE IN CAMPAGNA ELETTORALE AVEVA FATTO GENUINAMENTE SPERARE IN UNA «RADICALE SVOLTA DELL'AGENDA FEDERATIVA EUROPEA VERSO "RINNOVATE FORME DI GIUSTIZIA SOCIALE, SOLIDARIETÀ, E COOPERAZIONE"»! I DOSSIER LIBIA, MIGRANTI, FINCANTIERI E TIM/VIVENDI, MASSICCI CONTENZIOSI FRANCIA-ITALIA, MOSTRANO INEQUIVOCABILMENTE QUANTO AMARAMENTE CHE L'«ENFANT PRODIGE DELL'ELISEO» PREFERISCE (ALMENO PER ORA!), AD UN «LUNGIMIRANTE RESPIRO DA STATISTA CONTINENTALE», ALL'ALTEZZA DI UNA «SANA MONDIALIZZAZIONE», IL «CORTO, MESCHINO RESPIRO DEL POLITICANTE PROVINCIALE», TRASTULLANDOSI CON L'ILLUSORIA «GRANDEUR TRANSALPINA», ANCORCHÉ ALIMENTATA DALL'OTTUSO ANELITO DI RIESUMARE IL CADAVERE PUTREFATTO DEL «PEGGIOR GAULLISMO»!!!

martedì 1 agosto 2017

CONTRO IL «FASCISMO INTERIORE», ANCHE QUELLO DEI «SEDICENTI ANTIFASCISTI»!!!

Tommaso Cerno, "Noi italiani nati con la camicia (nera)", "L'Espresso" del 16 luglio 2017, p. 9
«(...) gli italiani: il popolo nato con la camicia (nera) convinto di avere fatto i conti con la propria indole, prima ancora che con la storia, a suon di leggi e divieti. Voilà, tutti antifascisti mimetizzati nella democrazia, senza risolvere mai quel problemuccio: ci conosciamo, siamo piccoli capetti che danno ragione al capetto più in alto. A casa, in Parlamento, al bar, su Twitter. Ed è questa normalità, mescolata a nostalgia della nazione e maschilismo diffuso, l'arma segreta del fascismo, la sua intima natura. Si chiama conformismo, fino a quando di mezzo non ci sono guerra, galera o esilio. Ma è lo stesso vizio di obbedire che fa ripetere in televisione a tutti le cose che dice il capo. (...) La retorica antifascista che ci ha protetti finora, ci ha dato solo l'impressione dello scampato pericolo. Ha commemorato, non ha ricordato. Memoria significa fare i conti con il fascismo interiore. Noi non l'abbiamo fatto, né prima processando il regime, a differenza dei tedeschi, quando mezzo Paese transitava dalla dittatura alla Repubblica, né dopo. Gli unici conti sono stati fatti a piazzale Loreto, epilogo interiorizzato solo nella letteratura. (...) Abbiamo fatto una "defascistazia" lessicale. E come il politicamente corretto non cancella il razzismo, né ridà la vista a un cieco chiamandolo "non vedente", professare l'antifascismo per legge ci ha portati a una ipnosi, alla rimozione della pregiudiziale storica che credevamo eterna. Pregiudiziale che ormai cade dappertutto. (...) Scrisse Bauman: viviamo l'era del divorzio tra potere e politica. La democrazia non è più considerata "valore in sé" da milioni di persone, non perché manchino leggi antifasciste, ma perché i politici possono solo promettere, senza poi attuare tali promesse. E allora che senso ha criticare? Che senso ha votare?».

http://espresso.repubblica.it/opinioni/editoriale-cerno/2017/07/12/news/noi-italiani-nati-con-la-camicia-nera-1.305981?preview=true
PERFETTO, CARO TOMMASO! CONDIVIDIAMO OGNI PAROLA DELLA TUA LUCIDISSIMA E APPASSIONATA ANALISI SALVO (CI PERMETTERAI!) LA CHIUSA, VENATA DI UN PALESE "PESSIMISMO", CHE A NOSTRO AVVISO È SENZ'ALTRO COMPRENSIBILE, MA TUTT'ALTRO CHE ACCETTABILE, ALMENO PER «COLORO CHE NON SI RASSEGNANO E MAI SI RASSEGNERANNO ALL'ESISTENTE»! LE GENERALIZZAZIONI, COME SAI BENE, POSSONO CERTO AVERE SENSO IN CHIAVE "POLEMICO-RETORICA", MA IN QUANTO TALI SONO PORTATE INEVITABILMENTE A "FORZARE IL DATO DI REALTÀ"! MOLTI, FINANCO MOLTISSIMI ITALIANI (QUELLI CHE IN VERITÀ IO CHIAMO «ITALIOTI»: «ITALIANI IDIOTI», VISTO CHE «IN GENERE FINISCONO PER PAGARE A CARISSIMO PREZZO IL FARSI PIÙ O MENO VOLENTIERI GREGGE»!), SONO INDUBBIAMENTE QUALI TU LI DESCRIVI: NON AVENDO MAI FATTO I CONTI (FRA L'ALTRO!) COL «PROPRIO FASCISMO INTERIORE», ESSI FINISCONO REGOLARMENTE, ATTRAVERSO I «TIPICI PROCESSI PSICHICI INCONSCI DELLA PROIEZIONE E DELL'IDENTIFICAZIONE COL CAPOCCIA DI TURNO» (NON A CASO DA SEMPRE "POMPATO AD HOC" DA «MEDIA ASSERVITI»!), PREDA DELL'«AUTORITARISMO», INEQUIVOCABILE SINTOMO DEL QUALE È IL LORO FARSI PUNTUALMENTE «FORTI COI DEBOLI E DEBOLI COI FORTI»! MA PER FORTUNA MOLTI, SE NON MOLTISSIMI, SONO ANCHE GLI «ITALIANI A SCHIENA DRITTA», EMPATICI, SOLIDALI E COLTI, DOTATI DELLA PREZIOSISSIMA «MEMORIA LUNGA», LUCIDAMENTE CRITICI E RIBELLI, CONSCI DEL VALORE DI UNA «FORMAZIONE PERMANENTE», POLITICAMENTE AVVERTITI, E IN QUANTO TALI PRONTI SÌ A RICONOSCERE E LASCIARSI GUIDARE DA «AUTORITÀ COLTE, ILLUMINATE E LUNGIMIRANTI» (IN FILOSOFIA MORALE SI PARLEREBBE DI «MAESTRI»!), MA ALTRETTANTO PRONTI A COMBATTERE E RIGETTARE «OGNI FORMA DI AUTORITARISMO», FACILMENTE RICONOSCIBILE, AI LORO OCCHI, IN ALCUNI INCONFONDIBILI TRATTI, FRA I QUALI SPICCANO: «MOSTRUOSO NARCISISMO, TRACOTANZA, PALESE INCLINAZIONE ALLA MENZOGNA SERIALE E ALLA MANIPOLAZIONE DEGLI ALTRI, TENDENZA A "FIDELIZZARE SEGUACI" ATTRAVERSO CONCESSIONI ED ELARGIZIONI DALL'ALTO»!!! ECCOLO, INTANTO, UNO DEI «SENSI DELLA CRITICA ATTENTA E INCESSANTE», INDISPENSABILE PROPEDEUTICA (È QUANTO AUSPICHIAMO!), PRIMA ANCORA CHE AD UN «VOTO CONSAPEVOLE ED EFFICACE», AD UNA «APPASSIONATA E DIFFUSA PARTECIPAZIONE POLITICA DAL BASSO»!!!
E PER TENERE SEMPRE BEN PRESENTE LO STRETTISSIMO NESSO TRA «FASCISMO E CAPITALISMI»: